Sapore d'Irpinia

Sapore d'Irpinia

Sulle vie della transumanza, la pratica millenaria degli allevatori irpini/FOTO

A Senerchia un evento di grande interesse culturale per celebrare un rito antichissimo

Antonio Lullo

Da Teora a Senerchia il trionfo della transumanza. Uno spettacolo d'altri tempi che per alcuni rappresenta uno spaccato di vita, per altri l'arrivo dell'estate, per molti di noi una scoperta fantastica nel segno delle nostre origini. In questi borghi dove il tempo sembra essersi fermato l'arrivo di una mandria di vacche scandisce i ritmi del tempo e della natura. L'inverno e la bella stagione li riconosci dal suono dei campanacci degli animali e dalle urla dei mandriani che ancora oggi portano avanti con dedizione un rito fondamentale per la salubrità dell'ambiente e del territorio.
Antonio Lullo, allevatore di Senerchia ha voluto celebrare per il sesto anno consecutivo l’inizio dell’alpeggio con una iniziativa culturale ed enogastronomica in collaborazione con la Federazione Provinciale della Coldiretti e la sezione di Senerchia e con il patrocinio del Comune di Senerchia. 
La Transumanza è una pratica antichissima che continua grazie ad allevatori come Lullo che si tramandano di generazione in generazione un'arte millenaria. Un evento che si rinnova di anno in anno e che per un giorno, tra il verde incontaminato di Senerchia, è divenuto un momento di grande convivialità e aggregazione utile a rivivere usi e costumi delle nostre genti.
Queste vacche bianche, stranamente grasse, quasi a ricordare i tempi migliori hanno iniziato il loro cammino alle 3 di notte. Il 23 giugno dalle colline di Teora sono giunte sulle vette di Senerchia attraversando sentieri verdeggianti, prati, boschi e strade di campagna. A seguire il percorso delle mandrie l'occhio vigile dei mandriani che da secolo ripetono sempre lo stesso percorso emulando gesti e abitudini dei loro padri e dei loro nonni. 
“Quando l’uomo ha smesso di cacciare ha smesso anche di migrare. Ed è nata l’agricoltura. Quando gli animali non trovano cibo perché cambia il clima allora migrano altrove. Ed è nata la transumanza – chiosa la Coldiretti Avellino, partner dell'iniziativa - Ma questi rifanno da secoli sempre lo stesso percorso: per aria, per acqua e per terra. Nelle nostre zone il percorso più famoso è da sempre il tratturo Candela-Pescasseroli, che dalla Puglia arriva in Abruzzo. Ma non mancano percorsi più brevi, sempre fatti da animali in cerca di cibo e clima mite, oggi accompagnati dagli ultimi pastori transumanti”. Ed in rispetto di questa pratica antica che la transumanza per un giorno si è trasformata in un appuntamento aperto a tutti coloro amano l’ambiente e i territori ancora incontaminati della nostra provincia.
“ Uno straordinario modo per ricordare che siamo tutti nati migranti, uomini ed animali, e che il buon cibo lega ed accomuna tutti – aggiunge la Coldiretti. Questi allevatori, stanchi, ma sereni sanno che devono vivere in simbiosi con questa loro mandria ed in questa immacolata oasi che è la montagna irpina, che da qui volge poi nel salernitano, senza soluzione di continuità. Ora la mandria è stata portata oltre i mille metri, dove troverà buoni pascoli per sfamarsi, ma niente acqua per dissetarsi. Sarà quindi l'uomo che per tutta l’estate provvederà al trasporto dell’acqua in cambio di quel poco ma prelibatissimo latte utilizzato per “fabbricare” i formaggi podolici. In tanti nel mondo provano ad imitare questi prodotti, ma potranno solo fabbricare delle sufficienti imitazioni. Manca la montagna, l’ambiente, la transumanza. La simbiosi dell’uomo con la podolica, in un territorio unico. Tutto questo può essere solo imitato ma non riprodotto altrove. Il messaggio di Coldiretti è tutto qui; ed è sempre presente dove c’è gente che vive e rende produttivo il proprio territorio”.
Dunque domenica la transumanza si è compiuta, il periodo dell'alpeggio è iniziato. Ci si rivede a settembre quando mandrie e mandriani ritorneranno sulle vie dei vecchi tratturi per onorare il nuovo cambio delle stagioni.
 

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