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A Montefredane sfila il fascino diVino de "I Magnifici 7..+1"

Serata di degustazione guidata da Paolo De Cristofaro per scoprire segreti e caratteristiche del Fiano di Montefredane

Wine show ieri sera nel comune di Montefredane per scoprire il variegato mondo del Fiano di Avellino in una delle aree più vocate alla sua produzione.

Montefredane DiVino, questo il nome scelto per una kermesse che si pone l'obiettivo di fare da traino per lo sviluppo economico e turistico del paese attraverso un progetto che ruota intorno alle eccellenze del territorio. “Montefredane è un Comune piccolo – ha esordito il sindaco Valentino Tropeano – ma può contare su 8 cantine di grande spessore enologico che hanno scommesso sul Fiano ottenenendo subito riscontri di richiamo internazionale”.

Nella sala consiliare situata nell'ex confraternita dell'Addolorata sono state celebrate le sensazioni soporifere, le sensazioni tattili e gli aromi del vino, nonché l'intensità e la persistenza dei profumi. Ad esibirsi con i loro Fiani 2016 Pietracupa, Tenuta Ciampi, Tenuta Ippocrate, Traerte, Ventitrè Filari, Vigne Guadagno, Villa Diamante (Fiano 2015) e lo spumante di Dryas. Una panoramica esaustiva condotta brillantemente da Paolo De Cristofaro, giornalista del Gambero Rosso, per scoprire il variegato mondo di un Cru complesso con precise peculiarità pedoclimatiche e geomorfologiche.

“I vini che provengono da questa area – ha spiegato De Cristofaro - sono più rocciosi e maschili, talvolta di difficile approccio giovanile, sono adatti a lunghi invecchiamenti. Qui parliamo di vini che meritano di essere degustati dopo anni dall'imbottigliamento, proprio per gli spiccati timbri torbati e iodati, ma anche e soprattutto per il sorso fitto, saporito ed energico”.

In modo facile e fruibile il giornalista avellinese ha avvicinato anche i non addetti ai lavori ad un mondo ricco e complesso, aiutando la platea dei winelovers attraverso un parallelismo tra il vino e il calcio. E così lo spumante Dryas di Stefano Loffredo ha la fortuna di De Napoli; Villa Diamante il carattere di Barbadillo; Tenuta Ciampi la concretezza di Ferroni; Pietracupa il ritmo latino di Juary Jorge Dos Santos; Traerte evoca per la sua storia e fama il capitano Lombardi; Vigne Guadagno il valore di Di Somma; Ventitré Filari l'energia di Colombo; Tenuta Ippocrate la tenacia di Ramon Angel Diaz. 8 giocatori per  8 aziende a rappresentanza di un dato incontrovertibile: ovvero le differenze tra i vari segmenti di produzione, perché Montefredane è sì un comune piccolo, ma quanto mai variegato nella pedologia dei vigneti. Per non parlare poi dell'aspetto umano che c'è dietro ogni etichetta. Tra un sorso e l'altro sono emerse le storie e le persone di chi ha investito in questa area delimitata, ricca e affascinante. Il vino è un prodotto che parla della sua terra e delle mani di chi lo produce. Il vino è verità, allusione, narrazione. In esso si manifesta il sogno enoico, l'Essere di chi per primo ha scommesso sul Fiano di Montefredane come Antonio Troisi e Antoine Gaita. Montefredane DiVino è uno di quegli eventi che fanno bene all'Irpinia, terra generosa e fertile nella quale si condensano i caratteri di chi la vive offrendo a noi esempi di ottima godibilità.

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