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Da Bordeaux all'Irpinia Sabino Colucci firma i nuovi vini Colli di Castelfranci

Dopo essersi specializzato presso la prestigiosa Università francese, l'enologo irpino dal 2016 segue la direzione tecnica dell'azienda di Castelfranci

Colli di Castelfranci, un'altra storia di resilienza. Giovani che credono nelle immense potenzialità del territorio vitivinicolo dove i loro nonni e i loro padri li hanno cresciuti.
Sabino Colucci, classe 1990, ha sempre saputo che era promesso al mondo del vino. Complice la passione di suo padre e di suo zio, ha avuto modo di prendere il timone della direzione tecnica di Colli di Castelfranci a soli 25 anni. È lui che dal 2016 decide lo stile dei nettari della cantina per cercare di rendere i propri vini maggiormente competitivi sempre nel rispetto della tipicità nell'ambito di un’areale ben preciso.

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“Ero ancora un bambino quando mio padre e mio zio hanno deciso di lanciarsi in questa meravigliosa avventura fondando la Cantina Colli di Castelfranci. Mio nonno ci aveva lasciato 4 ettari di terreni ed era un peccato continuare a conferire le uve quando davanti a noi si profilava l'opportunità di etichettare vini di pregio frutto di suoli argillosi, in un ambiente pedoclimatico tra i più vocati alla produzione di Taurasi. Nel 2002 la mia famiglia ha quindi deciso di investire nei sacrifici di mio nonno per creare una realtà solida, sinonimo di garanzia e di territorialità”.

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Un rapido processo di espansione ha portato la cantina ad incrementare le sue proprietà arrivando ad una superficie di 25 ettari di terreno di cui 20 vitati tra Aglianico, Fiano, Greco di Tufo e Falanghina.  In principio l'azienda ha cercato di affermare il proprio ruolo sul mercato vitivinicolo con uno sguardo fermo sull'Irpinia. Vini autentici che riflettevano l'anima di un territorio con la sua identità rurale. I nettari Colli di Castelfranci prima con i bianchi e poi con i rossi, si sono da subito distinti per il loro carattere capace di sfidare il tempo, ma quando Sabino è subentrato in azienda ha voluto forgiare il progetto allargandosi ad orizzonti nuovi e alle contaminazioni stilistiche francesi.

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“Quando abbiamo iniziato avevamo uno stile autenticamente irpino, col tempo la Cantina ha subito un'evoluzione che guarda sempre al territorio, ma cercando una complessità e una finezza del gusto meno aggressiva e più elegante. Resto fermo sull'idea che il vino si fa in vigna e il legame tra vitigno e terreno deve restare nel vino, ma bisogna guardare anche alle nuove tendenze tecniche e contestualizzarle alla nostra area di produzione - chiosa l'enologo”.

 Dopo una importante esperienza in Francia dove si è specializzato presso l'università di Bordeaux, Sabino Colucci è tornato a Castelfranci per assumere la guida dell’azienda personalizzando i sui vini con una chiave di lettura attenta al consumatore finale.

“I nettari Colli di Castelfranci nascono per essere eleganti – aggiunge Sabino – meno tannici nel caso dell'Aglianico. Non è un caso che oggi usciamo con il Taurasi del 2011 e del 2012. Preferiamo aspettare per creare vini in cui si riconosce il nostro stile, il nome Colli di Castelfranci”.

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E difatti tra i fuoriclasse dell'azienda spiccano proprio i rossi: eleganti e forti allo stesso tempo. Profumi complessi, tannini decisi ma aggraziati. Vini versatili negli abbinamenti con sfumature che ovviamente cambiano di anno in anno.

  • Il Campi Taurasini è  ottenuto da uve provenienti da vigneti selezionati nella stessa area di produzione del più blasonato Taurasi. Dopo la vinificazione il vino sosta per un anno in botti di rovere prima di essere imbottigliato. Il colore è rosso rubino, molto intenso. Al naso è complesso, si percepiscono note di frutti rossi e spezie. In bocca è dotato di grande struttura, fresco ed equilibrato

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  • Il Taurasi Alta Valle è il frutto di un’attenta selezione di uve Aglianico coltivate intorno all’azienda nel Comune di Castelfranci a 690 metri sul livello del mare, con esposizione a Sud-Ovest ed una resa per ettaro di 50 quintali circa. La lavorazione prevede che Alta Valle, dopo una lunga macerazione con le bucce, viene affinato per circa 36 mesi in botti di rovere e almeno un anno in bottiglia prima della commercializzazione. Un vino di grande struttura, sorretta da un’adeguata freschezza, che lo rende particolarmente longevo e capace di esprimere con gli anni un importante potenziale olfattivo e gustativo equilibrando potenza ed eleganza con note di mirto e liquirizia.

  • Il cavallo di razza: il Taurasi Alta Valle Riserva dopo una lunga macerazione con le bucce, viene affinato per circa 36 mesi in botti di rovere e almeno un anno in bottiglia prima della commercializzazione. L’Alta Valle del Calore, ai piedi dei Monti Picentini, caratterizza questo vino che presenta una grande struttura, creando equilibrio tra i piccoli frutti; spezie e note floreali completate da tannini saporiti, con delicatezza e setosità, vanno a ricreare sensazioni di ricchezza ed eleganza che vanno ad affinare questo vino entro i primi vent’anni conservando i suoi caratteri negli anni successivi.

Colli di Castelfranci è rinomato anche per i suoi bianchi, in particolare il Fiano e il Greco di Tufo. Due espressioni graffianti del vino d'Irpinia con la loro capacità e voglia di invecchiare. L'azienda è una realtà interessante da tenere d'occhio per le sue continue evoluzioni, una realtà giovane e pronta ad accogliere i wine lover di tutto il mondo nella propria Cantina (adesso anche b&b) per un'esperienza degustativa completa.
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