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Antica Trattoria di Pietro vince il premio Migliore Interpretazione della Cucina Regionale

Il ristorante di Melito si conferma tra le eccellenze della nostra Irpinia, al locale di Enzo di Pietro il premio speciale della nuova Guida Slow Food

Un'osteria autentica che segue i ritmi delle stagioni e del cuore. Antica Trattoria di Pietro è la tipica trattoria che ti conduce in un percorso di gusto verace preservando l'essenza di un luogo e l'anima di una famiglia.

L'oste Don Enzo Di Pietro e un guru della enogastronomia irpina, il vero oste che non ha bisogno di inventare, lui sa narrare senza indugio una storia antica fatta di volti, tradizioni, incontri e culture. In cucina la moglie Teresa e la figlia Anita che perseguono nella diffusione e nella valorizzazione di piatti che hanno segnato non solo un'epoca, ma la vita di un intero territorio.

Antica Trattoria di Pietro è un ristorante senza tempo, così lontano dai flussi turistici, ma così vicino ad una filosofia che supera i confini della distanza e ti tocca dritto al cuore. Dagli anni 30 è baluardo della tradizione locale e della filosofia Slow Food, una filosofia che porta avanti in nome di un'idea che si nutre di emozioni: una cucina senza orpelli, ma di grande pregio qualitativo, sensoriale e culturale. A questa famiglia la meritata Chiocciola Slow Food, ma anche un premio speciale. Lo storico ristorante simbolo di eccellenza regala all'Irpinia la Miglior Interpretazione della Cucina Regionale, ovvero uno dei riconoscimenti più ambiti nella nuova guida nazionale delle Migliori Osterie d'Italia.

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Dell'Antica Trattoria di Pietro – Melito Irpino (AV) Slow Food scrive:
Aperta nel 1934 l’Antica Trattoria di Pietro è oggi nelle solide mani di Enzo Di Pietro, della moglie Teresa e della figlia Anita. Lontano dai riflettori e dai circuiti turistici i Di Pietro continuano a proporre una cucina semplice e autenticamente genuina. Teresa e Anita, in cucina, trasformano le migliori materie prime irpine – da queste valli provengono la pecora laticauda, l’aglio dell’Ufita o l’olio di cultivar ravece – in piatti succulenti e spesso dimenticati come i cicatielli con i broccoli o le tagliatelle ricce all’acciaccata, profumatissima salsa di pomodoro fresco, peperone verde, aglio e basilico. Ottime le carni locali alla brace, la pancetta di agnello ripiena, il pollo e il coniglio alla cacciatora, come pure il gustoso baccalà alla pertecaregna.

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