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I genitori "Sì Dad" protestano contro la riapertura delle scuole

I manifestanti si rivolgono alle Istituzioni affinché investano maggiormente nella scuola per la tutela della sicurezza degli studenti

In vista dell'imminente ripresa delle attività scolastiche in presenza, questa mattina i genitori del gruppo “Sì DAD” si sono riuniti davanti a Palazzo Caracciolo per manifestare il loro dissenso in merito al decreto Covid del Governo Draghi che stabilisce la riapertura delle scuole dall’infanzia alla prima media, anche in zona rossa, in tutto il territorio nazionale da domani mercoledì 7 aprile 2021.

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“Il provvedimento dispone che dal 7 al 30 aprile 2021 sia assicurato inderogabilmente, sull'intero territorio nazionale, lo svolgimento in presenza dei servizi educativi per l'infanzia e della scuola dell'infanzia, nonché dell'attività didattica del primo ciclo di istruzione e del primo anno della scuola secondaria di primo grado. Per i successivi gradi di istruzione è confermato lo svolgimento delle attività in presenza dal 50% al 75% della popolazione studentesca in zona arancione mentre in zona rossa le relative attività si svolgono a distanza, garantendo comunque la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali".

Ad Avellino, al momento nessuna ordinanza vieterà la riapertura delle scuole perché, come dichiarato dal Sindaco Festa nella consueta diretta del lunedì sera, “dal punto di vista sanitario non ci sono le condizioni per tenere le scuole chiuse”.

I genitori "Sì Dad" sostengono la didattica a distanza come modalità educativa più idonea a tutelare la salute e la vita dei loro figli in una situazione di emergenza pandemica. 

I manifestanti chiedono a voce alta alle Istituzioni la formulazione di protocolli che abbiano come obiettivo la tutela della sicurezza dei bambini all'interno delle scuole, maggiori investimenti per quanto riguarda gli impianti di aerazione e le infrastrutture, pari opportunità rispetto ai bambini degli altri paesi d'Europa ed un decreto legge che in una situazione di emergenza dia libertà di scelta ai genitori di mandare o meno i propri figli a scuola. 

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