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Cronaca

Aste Ok, accuse "fake" ai Carabinieri: il Pm Woodcock deposita nuovi atti

Nella giornata di oggi ha avuto luogo una nuova udienza per il processo nato dall'inchiesta "Aste ok" del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino e il Nucleo Pef delle Fiamme Gialle di Napoli che hanno indagato su questo nuovo filone d'illeciti che vede protagonista il Clan Partenio

Nella giornata di oggi, presso il Tribunale di Avellino, in composizione collegiale presieduta dal presidente Dott. Roberto Melone, a latere Gilda Zarrella e Vincenza Cozzino, è ripreso il processo nato dall'inchiesta "Aste ok" del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino e il Nucleo Pef delle Fiamme Gialle di Napoli che hanno indagato su questo nuovo filone d'illeciti che vede protagonista il Clan Partenio.  Nel filone processuale di “Aste OK”, come già abbiamo riferito, sono stati aggiunti nuovi atti che hanno portato all'emergere di tre nuovi indagati. Queste nuove iscrizioni nel registro degli indagati sono state scoperte grazie agli atti aggiuntivi presentati presso il tribunale di Avellino dagli agenti del nucleo di polizia economica finanziaria di Napoli. I nomi dei nuovi indagati sono Ciriaco De Nardo di Montoro, Caterina De Nardo residente a Montoro e Daniela Marra residente a Volturara Irpina. Gli inquirenti sostengono che questi tre indagati, agendo come testimoni della procura, hanno favorito il Nuovo Clan Partenio consapevolmente, ma con fini personali.  

Più precisamente, Ciriaco De Nardo e Caterina De Nardo sono stati coinvolti in una procedura esecutiva aggiudicata da Ciriaco presso il Tribunale civile di Avellino il 31 maggio 2019. Allo stesso modo, Daniela Marra è stato coinvolta in una procedura esecutiva presso lo stesso Tribunale e nella stessa data. Durante le udienze dibattimentali del 16 settembre, 30 settembre e 28 ottobre 2022, i tre indagati hanno negato di aver versato somme di denaro in favore di Formisano Gianluca o di altri soggetti per assicurarsi l'assegnazione degli immobili oggetto delle procedure esecutive.

Oggi, il Pubblico Ministero Henry John Woodcock ha depositato e messo a disposizione delle difese una nuova annotazione dei militari delle Fiamme Gialle del Nucleo Pef di Napoli relativa ad un decreto di perquisizione firmato dallo stesso pm antimafia nell’ambito del procedimento nato per accertare eventuali reati di calunnia e falso da parte di tre testimoni del processo sentiti dal Tribunale di Avellino. 

La prima persona ad essere escussa è la familiare di una donna il cui procedimento di esecuzione immobiliare è stato oggetto di un'indagine da parte degli investigatori. Rispondendo alle domande dell'avvocato Saccomanno, difensore di Livia Forte, questa persona ha dichiarato di conoscere Livia Forte e di essere stata spesso al ristorante “It's OK”. La testimone ha inoltre raccontato alcuni dettagli relativi alla suddetta esecuzione immobiliare.  Incalzata dal Pm Woodcock ha inoltre aggiunto di aver saputo della presenza di Armando Aprile ed Emanuele Barbati presso il ristorante di Livia Forte.

Successivamente, a testimoniare è stato un notaio che ha risposto alle domande dell'avvocato Saccomanno. Egli ha dichiarato: "Mi sono spesso occupato della custodia giudiziaria dell'immobile, oltre a gestire le visite di persone interessate. Non riesco a ricordare la percentuale di aggiudicazione alle aste relative a Livia Forte e Armando Aprile. Non ho memoria se fossero interessati solo agli immobili occupati o anche a quelli liberi. I miei collaboratori non mi hanno mai segnalato comportamenti aggressivi da parte di coloro che andavano a visionare le proprietà. Inoltre, non ho riscontrato alcun comportamento inusuale da parte di Livia Forte e Armando Aprile durante le aste”.

Il notaio ha riferito di questo episodio avvenuto presso il suo studio di Gesualdo: “Ricordo della presenza di due carabinieri nel mio studio. Nella fattispecie, i militari mi riferirono che – a chiamarli – fu Armando Aprile”. Saccomanno ha contestato le dichiarazioni del notaio perché, in una precedente deposizione, aveva affermato la presenza anche di Livia Forte. Il teste, correggendosi, ha affermato di aver rammentato anche la presenza della “regina delle aste”.

In seguito, è stata ascoltata una donna che ha affermato di essere cliente del centro estetico di proprietà della figlia di Livia Forte e di aver frequentato il ristorante "It's OK" in diverse occasioni. La testimone ha inoltre dichiarato di aver avuto una discussione con una persona sottoposta a esecuzione giudiziaria, che le avrebbe detto: "Che belle persone con cui te la fai, la tua amica (riferendosi a Livia Forte, N.d.R) sta comprando la mia casa all'asta e mi ha minacciato di lasciare la casa!"

In seguito a questo episodio, la testimone ha raccontato tutto alla figlia di Livia Forte, la quale ha a sua volta informato sua madre. Quest'ultima, appresa la notizia, si mise a piangere e affermò: “Io ho sognato i carabinieri e i carabinieri portano notizie”, Livia Forte, chiaramente, fece riferimento alla cabala napoletana. È stata Livia Forte stessa a dichiarare alla donna di non conoscere l'esecutata. Successivamente, tutti si sono recati a casa dell'esecutata per chiarire la situazione. Tuttavia, l'esecutata era già in fase di trasloco, e quando Livia Forte si è presentata, l'esecutata ha dichiarato che la persona che l'aveva minacciata non era Livia Forte. La testimone ha concluso l'escussione affermando di non ricordare se, in seguito, la persona che aveva effettivamente minacciato l'esecutata fosse stata identificata.

Successivamente, è stato ascoltato un agente immobiliare che svolge questa professione dal 2013. Ha dichiarato: "Ho conosciuto Armando Aprile e Livia Forte nel 2018 quando avevano l'intenzione di vendere una proprietà a Mercogliano. In un'altra occasione, mi hanno chiesto di valutare il valore di un'altra proprietà a Mercogliano. A mio parere, il suddetto immobile avrebbe avuto un valore di 110/115mila euro".

La prossima udienza è attesa per il 3 novembre 2023. 

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