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Coronavirus e qualità dell'aria, ad Avellino quattro sforamenti di Pm10 nel mese di marzo

Ecco i dati forniti dall'Arpac nel nuovo report

Sono quattro gli sforamenti di Pm10 avvenuti ad Avellino nel mese di marzo 2020. A confermare un dato già trapelato dalle ricerche condotte nelle ultime settimane, è l'Arpac, nel report intitolato “I provvedimenti per il contenimento del contagio da Covid-19 e la qualità dell’aria in Campania” e pubblicato in data 10 aprile.

Quattro sforamenti nel capoluogo irpino

Il grafico riportato dall'Arpac mette in evidenza le concentrazioni di polveri sottili registrate dalle centraline dei cinque capoluoghi campani, nel periodo di tempo compreso tra il 25 febbraio e il 31 marzo 2020.

Da questo grafico, si evince che, ad Avellino, il limite massimo consentito di 50 μg/m3 è stato superato in quattro occasioni. Il primo sforamento è datato 11 marzo: in quell'occasione, la concentrazione di Pm10 registrata dalla centralina del "V Circolo" di Via Piave ha, di poco, superato la soglia massima, per poi iniziare una progressiva diminuzione dal 14 marzo in poi. Tra il 18 e il 19 marzo, invece, un'improvvisa impennata ha portato il valore delle polveri sottili ai quasi 55 μg/m3 del 20 marzo e agli oltre 60 μg/m3 del giorno successivo (21 marzo), facendo registrare, rispettivamente, secondo e terzo sforamento del mese. Ancora un calo, dal 22 in poi, fino alla nuova risalita che ha portato, lo scorso 30 marzo, a oltrepassare il limite giornaliero per la quarta e ultima volta nel mese preso in considerazione.

Le motivazioni date dall'Arpac sugli sforamenti

Nei report precedenti, l'Arpac aveva individuato nelle condizioni atmosferiche, talvolta variabili, le cause principali degli sforamenti di Pm10, unite a un uso eccessivo dei riscaldamenti delle case.

Ecco quanto si apprende nel report del 10 aprile, a conferma della tesi che sia il meteo tra i principali fattori a influire sull'aumento delle polveri sottili nel capoluogo irpino: "A partire dalla seconda decade, e quindi con i citati provvedimenti in attuazione, sono state rilevate concentrazioni più elevate, in particolare nelle zone interne (Avellino), in concomitanza con condizioni di alta pressione ed assenza di precipitazioni, che hanno determinato anche il superamento del valore di soglia. Nella terza decade del mese, infine, si è registrata una decisa riduzione dei valori medi giornalieri favorita dall’insorgenza di condizioni meteo dispersive, seguita a fine mese da un nuovo incremento con superamento dei valori di soglia per quasi tutto il territorio regionale in corrispondenza di un fenomeno di apporto di polveri di origine naturale proveniente dalle coste del Mar Caspio".

arpac report 10 aprile 2020-2

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