Sapore d'Irpinia

Sapore d'Irpinia

Irpinia terra di resilienza: da qui parte la rinascita dei Grani Antichi

Da un'idea della famiglia Lo Conte nasce la comunità Risciola un modo per tutelare il territorio, tutelarne la salubrità,tutelare i giovani restituendo loro l’amore per un mestiere antico e nobile

L'Alta Irpinia dice stop all’agricoltura intensiva e rilancia la risciola, l’antico grano tenero dal colore rossiccio che cresce dal 1500, ma dimenticato ormai da decenni.  Si tratta di un chicco di frumento tenero autoctono, molto raro e prezioso che cresce in terreni montuosi e freddi, ma che fu via via abbandonato a causa del culmo troppo alto, almeno un metro, e per problemi nella raccolta. La risciola poco si prestava ai processi industriali e fu quindi sostituita dal grano moderno che conta l’11-13% di glutine, dai 3 ai 7 punti di percentuale in più rispetto al frumento antico.
Dietro al progetto di recupero della risciola c'è la famiglia Lo Conte che ha scelto di valorizzare il patrimonio genetico di questo frumento riproducendolo in purezza nei propri terreni e distribuendolo ai contadini del luogo affinché possano seminarlo di nuovo nei loro campi, utilizzando la loro esperienza.
È nata così la comunità Risciola, circa 20 contadini che attenendosi ad un disciplinare condiviso hanno fatto tesero dei semi donati da Lo Conte ed hanno iniziato, già dal 2015, a seminare e coltivare in modo tradizionale, con metodo biologico, i piccoli appezzamenti tramandati da sempre di padre in figlio. Il gruppo Lo Conte poi acquista loro tutta la produzione, garantendo una maggiorazione del 60% del prezzo di mercato.

Il progetto della famiglia Lo Conte, però è ancora più ambizioso e va ben oltre la Risciola. L'iniziativa ad ampio raggio si chiama ‘Grani Antichi’ e ha l’obiettivo di creare una comunità di agricoltori che coltivi in modo tradizionale grani antichi autoctoni, in terreni biologici dell’Irpinia, attraverso una filiera integrata e sostenibile, nel rispetto della biodiversità.  Riportare in vita un grano antico non vuol dire solo ridare fiducia a una tradizione che rischia di morire. Tutelare i cultivar antichi, recuperarli, restituisce al territorio complessità e resilienza, lo rende, cioè, in grado di affrontare meglio traumi e cambiamenti: un piccolo gesto, come ripiantare qualche seme fra le zolle che tradizionalmente lo hanno ospitato, migliora la qualità ambientale di una vasta area, e la vita e la salute di coloro che la abitano. Questi semi, inoltre, sono nati per germogliare in uno specifico territorio, quello irpino, per questo sono più sani. 

Per tutte queste ragioni il progetto Grani Antichi nasce in Irpinia ed è qui che sta crescendo con notevole successo. L’idea è semplice: piantare grani autoctoni in terreni irpini, biologici o con metodo integrato, controllati e naturalmente fertili, grazie all’esperienza e all’attività di giovani e appassionati agricoltori, lasciando che la natura faccia poi il suo corso. Proprio come sta accadendo con la Risciola.

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Non potendo garantire quantità industriali, il grano antico non viene utilizzato dai grandi molini, la macinazione viene effettuata in un molino a pietra che non ha la possibilità di raffinare la farina. Alimentato da energia, come vuole la tradizione: il chicco di grano macinato a pietra, conserva integre le sue parti, preservando tutti i valori nutrizionali. Il grano raccolto non verrà tutto macinato: ne verrà conservata una parte da donare ad altri agricoltori.
La rivoluzione sta non solo nel recupero di una tradizione antichissima, ma anche nel fatto che i grani antichi hanno un basso contenuto di glutine e sono altamente digeribili e nutrienti. Questi semi non sono stati incrociati né modificati, proprio per conservare intatti sapore e proprietà nutrizionali. 
Ad esempio la Risciola è un grano tenero che sin dal 1500 offre le produzioni migliori in alta collina, dove la ventilazione è sempre presente e in modo particolare in Basilicata, Molise e Campania, dove dal 1890 è uno dei prodotti agroalimentari tradizionali. E’ un grano ricco di antiossidanti, minerali e vitamine ideale per prodotti a ridotto contenuto di glutine e meno del 2% di lipidi. Far parte della comunità Risciola significa quindi incentivare un tipo di produzione a km 0, dal campo direttamente al molino, garantendo la sostenibilità ambientale del progetto. “Ogni anno contiamo di poter crescere in base alla bontà dei raccolti, per le disponibilità di semi, e alla notorietà del progetto", spiega Antonio Lo Conte, a capo del progetto che parte da un terreno di famiglia ricco di potassio vulcanico. "Qui, l’esposizione al sole e la mancanza di ristagno di acqua favoriscono la crescita del grano senza interventi umani per il diserbo chimico". Così, dal 2015 in Irpinia si salvano i grani antichi.

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