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Lenticchie a Capodanno, più soldi tutto l'anno: ecco perché

Il motivo per cui questo legume viene sempre proposto per il cenone del 31 dicembre risale ad un'antica usanza romana, in cui si regalava la Scarsella, una borsetta di cuoio da legare alla cintura

Per buon augurio la notte di San Silvestro un buon piatto di lenticchie va mangiato. Nonostante il banchetto consumato sia stato ricco ed abbondante allo scoccare della mezzanotte un po' per superstizione, un po' per tradizione si consuma il tipico rito propiziatorio.

Un rito assai antico, perché le lenticchie sono  il primo legume coltivato dall'uomo: si producono dal 7000 a.C. e i Greci e i Romani ne erano ghiotti. Già in epoca romana si faceva dono ai propri cari della scarsella, ovvero una borsa di cuoio da legare alla cintura che conteneva, appunto, lenticchie.

L’augurio era che si trasformassero in monete sonanti durante l'anno. Il motivo è da ricercare in due ragioni: nella forma rotonda ed appiattita che ricorda le monete d'oro e nella cottura, che ne fa aumentare il volume fa pensare ad un accrescimento, quindi ad una ricchezza crescente. 

Ma c'è un'altra ragione dietro la tradizione di San Silvestro ed è da attribuire al valore nutrizionale del legume: ricca di proteine, ferro, sali minerali e vitamine, la lenticchia era considerata una vera ricchezza per i ceti meno abbienti che non potendo acquistare carne, durante il freddo inverno grazie alla scarsella potevano assicurarsi una buona riserva di cibo.

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