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L'impatto economico del Coronavirus sarà micidiale, l'appello dei produttori: "Mangiate irpino"

Pasqua amara per le aziende dolciarie irpine: ordini e prenotazioni cancellate

Il Coronavirus mette in quarantena anche il comparto dolciario irpino. Colombe, torroni e uova di Pasqua rischiano di restare chiuse nei magazzini oltre i termini di scadenza. 

Purtroppo le richieste della grande e piccola distribuzione hanno subito una battuta d'arresto ancor prima del lockdown. La paura già circolava dai primi contagi in Lombardia e dall'estero hanno bloccato in anticipo le spedizioni creando un cortocircuito che rischia di mandare in crisi l'economia di un comparto simbolo della nostra provincia: quei torronifici che con grande sacrificio e professionalità si sono trasformate in aziende dolciarie affermandosi sul mercato nazionale e internazionale. 

"Le previsioni sono amare" ci conferma Federico Di Iorio,  nome storico del mondo della 'cupedia'.

"Noi siamo fermi con la produzione per due motivi fondamentali: il primo attiene al senso di responsabilità. Non potevo far correre rischi ai miei dipendenti, nonostante ottemperiamo da sempre a tutte le norme di sicurezza, nell'aria si respirava paura ed io ho ritenuto opportuno abbassare la saracinesca. Il secondo motivo attiene ad un fenomeno di mercato, mancava la domanda. In alcuni casi ci hanno disdetto gli ordini, in altri, addirittura, le spedizioni sono tornate indietro perché abbiamo trovato i negozi chiusi".

La maggior parte degli italiani, in questo periodo di emergenza, va a fare la spesa circa una volta alla settimana e privilegia beni di prima necessità e a lunga scadenza: pasta, riso, farina, surgelati.  Penalizzati ovviamente i consumi «di gola» e di qualità che non possono competere col prezzo delle grandi multinazionali.

"Anche gli accordi con molti supermercati sono venuti meno - aggiunge Di Iorio - Giustificano con la scusa che devono dare spazio ad altri prodotti e su questo concordo, ma se poi vedo Uova di Pasqua e Colombe industriali non lo trovo corretto".

Pessimismo alle stelle anche per Dolciterre, piccola azienda di Grottaminarda rinomata per il torrone street food e la qualità della sua cioccolata artigianale. 

"La nostra è una piccola realtà che vive sulle ricorrenze e questa emergenza sta per far saltare completamente la nostra maggiore entrata in termini di fatturato, ossia quella legata alle uova di cioccolato - dichiara Antonio De Luca, Dolciterre - Ad oggi abbiamo il magazzino pieno, ma abbiamo perso tutte le prenotazioni. Il nostro è un prodotto di qualità che vendiamo nelle migliori gastronomie ed enoteche d'Italia, al momento chiuse. E poi ci sono le fiere: tutte annullate, o rinviate".

"Capisco che in questo momento ci sono situazioni molto più serie a cui pensare - aggiunge - ma ciò non toglie che il Decreto Cura Italia non parla di noi, non parla delle piccole realtà a conduzione familiare con meno di cinque dipendenti".

Gli artigiani irpini stanno affrontando una prova durissima e neanche le vendite online sembrano dare esiti confortevoli. 

"Paradossalmente ci chiedono il vino, ma non i dolci" spiega Gerardino Garofalo, tra i titolari di Pantorrone Garofalo a Dentecane e proprietario di uno shop online specializzato nella vendita di vino e di prodotti alimentari Made in Irpinia.

"Con l'e-commerce ci accontentiamo delle briciole, niente rispetto agli incassi che si registrano in questo periodo. E poi le spedizioni sono sempre più complicate, soprattutto all'estero. Voglio provare ad essere positivo, ma sono consapevole che se questo periodo andrà oltre la Pasqua provocherà un ictus produttivo enorme per l'economia locale. Le colombe le doneremo a chi ha bisogno, ma per il torrone, la nostra principale attività, abbiamo bisogno di ripartire per sostenere 5 famiglie". 

È difficile immaginare uno scenario futuro, l'aumento dei contagi non è rassicurante sia per la salute che per l'economia. Stimare adesso il giro d'affari bruciato dal virus è impossibile, ma un invito ai propri concittadini Federico Di Iorio ci tiene a farlo. 

"Consumate cibo della vostra terra: dalla pasta ai dolci, privilegiate l'Irpinia, acquistate dai piccoli produttori perché le grandi aziende si salveranno, noi dobbiamo aiutarci l'uno con l'altro. E soprattutto fermatevi, restiamo in casa e mettiamo il virus alla porta". 

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