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ScOUT nel Parco del Partenio: sostenibilità, tecnologia e una rete dei castelli per il turismo delle aree interne

Gli studenti che hanno partecipato alla terza edizione della scuola estiva dell'Osservatorio universitario sul turismo della "Federico II" di Napoli hanno realizzato tre progetti partendo dai punti di forza e di debolezza del Parco del Partenio

Questa mattina, presso il Circolo della Stampa di Avellino, studenti e docenti protagonisti della Summer School dell’Osservatorio universitario sul turismo della “Federico II” di Napoli hanno analizzato i risultati ottenuti durante la terza edizione, che si è svolta nei territori del Parco del Partenio dal 28 giugno al 2 luglio. 

ScOUT nel Parco del Partenio: sostenibilità, tecnologia e una rete dei castelli per il turismo delle aree interne

Turismo nelle aree interne

"I ragazzi hanno lavorato in maniera intensa e hanno imparato ad utilizzare strumenti di ascolto, analisi e mappatura del territorio, a loro sconosciuto - spiega la professoressa Anna Maria Zaccaria - a dispetto di quanto si dica, dai dati ottenuti emerge che il Partenio non ha grossi flussi di spopolamento ma ci sono elementi di rischio significativi che i ragazzi hanno individuato nell'aumento dell'indice di vecchiaia, la diminuzione di coppie giovani con figli e così via".

"Gli studenti hanno intercettato una serie di incongruenze sul piano del turismo - continua la docente - ci sono comuni che hanno strutture ricettive ma non hanno turisti e comuni che, al contrario, hanno turisti ma non presentano strutture ricettive. Alla base di questi risultati, i ragazzi hanno prodotto delle idee progettuali che potrebbero essere applicate anche immediatamente".

I progetti degli studenti della ScOUT

Il primo progetto sviluppato dagli studenti della III edizione della scuola estiva riguarda la realizzazione di una sinergia tra comuni per la creazione di una rete di pulmini elettrici che li mettano in collegamento in maniera sostenibile. La seconda proposta è una mappa grazie alla quale il turista, percorrendo i sentieri, può individuare e mappare punti critici o, al contrario, particolarmente interessanti.

La terza idea è la rete dei castelli: "I ragazzi hanno proposto un'applicazione che ha individuato, attraverso indicatori statistici, i castelli che più si prestano dal punto di vista dell'accessibilità e del valore del sito archeologico e che possono costituire delle porte di accesso al parco sia fisiche sia virtuali - fa sapere la docente Anna Maria Zaccaria - secondo il gruppo di lavoro che ha guidato i ragazzi, questi progetti vanno realizzati perchè il Partenio non ha un unico grande sito attrattore di turismo ma ha un grande patrimonio diffuso sul territorio che deve essere messo in rete". 

"Il principale punto di forza del Parco del Partenio - afferma Giuseppe Pucillo, uno degli studenti che hanno partecipato alla Summer School dell'OUT -  è il paesaggio dal potenziale altissimo ma non ancora sfruttato; mentre il punto di debolezza è l'assenza di sinergia tra le amministrazioni per la valorizzazione del territorio. Con le nostre idee abbiamo voluto proporre un piano che sia gestibile sia dagli enti sia dai turisti".  

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