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Pasqua amara per le pasticcerie, Filadoro: "De Luca apra alla consegna a domicilio"

Le piccole pasticcerie rischiano di fallire se le restrizioni andranno avanti oltre Pasqua

Sono migliaia le piccole attività che rischiano di non rivedere la luce. Pasticcerie, ristoranti, pizzerie e vinerie che vanno incontro al fallimento se il Governo non interviene con risposte sicure e interventi mirati.

Un allarme che giunge da ogni settore della filiera gastronomica, ma in particolare da quei piccoli artigiani che già facevano fatica ad andare avanti, stretti tra tasse e da costi di gestione molto alti. Uno di loro è Andrea Filadoro, pasticciere di Dolcivendolo Past Art a Lapio che ammette tutta la sua incertezza rispetto alla sopravvivenza commerciale. 

Il grido d'aiuto 

"Trovo giuste le misure restrittive attuate da De Luca, sono stato il primo a rispettarle senza fare alcuna polemica. Ho abbassato la serranda e ho fermato la produzione, ma nessuno può pensare che se questa condizione va oltre Pasqua una piccola attività come la mia possa resistere al fallimento".

Il pasticciere ha aspettato in rigoroso isolamento domiciliare la cosiddetta 'cura' del Premier Conte, ma le misure si scontrano con una realtà molto più complicata.

"Ci sono scadenze da rispettare, fornitori e utenti da pagare, alcuni obblighi sono stati solo rinviati, ma andranno comunque assolti. Per non parlare della merce che abbiamo dovuto buttare. All'indomani della riapertura dovremo ricominciare da zero. La mia è una pasticceria che ha un' utenza limitata ai confini di Lapio, non voglio esagerare, ma qui già si sopravviveva prima, adesso non vedo uno scenario migliore, anzi".

Bonus 600 euro

Andrea Filadoro con la sua attività porta avanti tutta la famiglia. I 600 euro previsti dallo Stato serviranno solo a coprire qualche piccola voce di un'economia già precaria. 

"Per me soni stati anni di grandi sacrifici, ho sempre pagato le tasse e ho voluto anche far fronte alle scadenze di questo mese. Ma oltre non ce la faccio e come me tantissimi miei colleghi". 

La richiesta al Presidente De Luca

L'appello di Filadoro va al Governatore De Luca con la speranza che possa riaprire almeno alla consegna a domicilio:

"Ho grande rispetto per il Presidente, ma nel mio laboratorio non faccio male a nessuno, rispetterei tutte le misure di sicurezza. Voglio anche stringere i denti fino a Pasqua, nonostante per noi rappresentava un'entrata economica importante, ma dopo, la consegna a domicilio deve essere garantita anche a noi. La gente compra comunque dolci industriali e questo per noi è uno schiaffo al nostro rispetto delle regole". 

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