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Avellino-Ancona Matelica 0-1, Braglia: "Il primo colpevole sono io, ma è ora che tutti si prendano le responsabilità"

Le parole del mister biancoverde al termine del match: "In questa categoria servono furore e voglia agonistica, cose che oggi non ci sono. A Monopoli dobbiamo tornare a essere quelli che siamo stati per un anno"

Ecco le dichiarazioni di mister Piero Braglia, al termine del match Avellino-Ancona Matelica (0-1): "Oggi era la partita che ci doveva dare delle alternative. La prima frazione mi è sembrata la stessa vista contro il Campobasso. Ci sono delle cose che non vanno bene e quello che conta in questa categoria è il furore, la voglia agonistica. Queste qualità, ora, non ce le abbiamo. E se alla fine del primo tempo, fai quattro cambi, significa che ci sono problemi nel far capire a questi ragazzi che è un altro campionato e che i tuoi avversari ti aspettano al varco. Se è così, è chiaro che fai fatica. A me di fare queste figure qui mi sono rotto le scatole. E' giunto il momento di fare delle scelte e capire cosa vogliamo fare. Non è giusto andare avanti così, per l'ambiente stesso, al di là di me e dei calciatori. O si torna a essere a Monopoli quello che siamo stati per un anno, o altrimenti dovremo prendere delle decisioni. Io sono il primo colpevole, però voglio vedere altre cose. E' ora di prendersi le responsabilità e lunedì i ragazzi dovranno dimostrarlo".

La sconfitta odierna ha decretato l'eliminazione dei biancoverdi dalla Coppa Italia di Serie C. A preoccupare molto è l'andamento dell'attacco: "Io sono convinto che queste considerazioni sono giuste, ma dipende anche dagli interpreti che hai. Se oggi abbiamo fatto giocare Plescia e Messina è un conto, se fai giocare Kanoute è già un discorso diverso. Ma con questo non voglio avere alibi, non voglio giocare a nascondino. Su di me possono dire di tutto, ma non che sono superficiale o presuntuoso. E' un momento che siamo molto dipendenti da Kanoute, da Di Gaudio e Micovschi quando ci saranno. La gente si è incazzata e ha ragione, perché le aspettative sono diverse e il responsabile sono io. Che giochi a tre, a quattro o a 27 non serve a niente, è l'atteggiamento quello che conta".

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