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Scienziati divisi su Vaccino AstraZeneca, Aifa: "Raccomandato agli under 55"

La virologa Viola: “Io non lo avrei scelto”

L'Aifa ha dato il via libera al vaccino anti-Covid di AstraZeneca, che aveva già ricevuto l'ok dell'Ema. Dopo una lunga riunione della Commissione tecnico-scientifica dell'Agenzia italiana del farmaco, il documento prodotto "raccomanda l'utilizzo preferenziale" del farmaco sui soggetti dai 18 ai 55 anni, mentre l'Ema ne autorizza l'uso per tutti sopra i 18 anni.

I dubbi degli scienziati 

Il problema principale del terzo vaccino approvato dall'Ema dopo Pfizer e Moderna sta nella sua efficacia. Il siero nato nei laboratori di Oxford è sicuro, previene l'insorgere di forme acute di Covid, ma per gli scienziati ha dei limiti. e adesso gli under 55 potrebbero essere vaccinati prima degli over 80.

Arcuri ha infatti dovuto elaborare un piano B: «Mentre Pfizer e Moderna servono a ridurre la mortalità e la pressione sulle terapie intensive, AstraZeneca servirà a ridurre la moltiplicazione dei contagi», ha dichiarato domenica sera da Fazio a Che tempo che fa. Tempo mezz'ora e il commissario è stato smentito dall'intervento nella stessa trasmissione del virologo Roberto Burioni: «Il vaccino AstraZeneca è sicuro per tutti ed efficace per prevenire la malattia per gli under 55, però sembra non prevenire l'infezione asintomatica. Le persone quindi non si ammalano ma possono infettarsi, e questo allontana l'obiettivo dell'immunità di gregge».

L'immunologa Antonella Viola ha confermato le problematiche esposte dal collega: «Sto leggendo che il piano di Arcuri prevede di usare AstraZeneca per bloccare i contagi - ha scritto su Facebook - ma non abbiamo dati che dimostrino che il vaccino possa bloccare il contagio. Sappiamo solo che blocca la malattia in circa sei su dieci vaccinati. Continuo a pensare che l'uso di questo vaccino vada molto ristretto. Io non lo userei sopra i 50 anni e ovviamente neanche nei giovani a rischio per altre patologie».

La posizione della Germania 

In Germania si raccomanda di non vaccinare chi ha più di 65 anni con AstraZeneca, ma l'organismo tedesco che da l'ok ai vaccini ha tenuto a ribadire che la scelta non è dettata dal sospetto di una cattiva qualità, ma dal fatto che non ci sono ancora sufficienti informazioni sull'efficacia in questo gruppo di età. Klaus Cichutek, presidente dell'Istituto Paul Ehrlich (Pei) dei Vaccini, lo ha spiegato nel corso di un incontro on-line, presente anche il ministro della sanità Jens Spahn.

Vaccino AstraZeneca: come funziona

Il nome di questo vaccino, come sempre nelle fasi di sperimentazione, è impronunciabile: ChAdOx1 nCoV-19. Ma al di là di questo, il frutto del lavoro dell'università di Oxford con il rilevante contributo tutto italiano della Irbm di Pomezia, è una delle speranze più concrete per debellare il Coronavirus. 

Il vaccino si basa sulla tecnica del "vettore virale", ossia l'utilizzo di un virus simile a quello che si vuole prevenire ma non aggressivo, a cui si "incollano" le informazioni genetiche che si spera facciano scattare la risposta immunitaria dell'organismo. Ed è proprio questo che fanno nei laboratori di Pomezia: l'Irbm è uno dei leader globali nella produzione di vettori virali.

Questo vaccino in particolare utilizza un vettore virale di scimpanzè con deficit di replicazione basato su una versione indebolita di un comune virus del raffreddore (adenovirus), che causa infezioni negli scimpanzè e contiene il materiale genetico della proteina spike Sars-CoV-2. Dopo la vaccinazione, viene prodotta la proteina spike superficiale, la quale attiva il sistema immunitario affinché attacchi il virus Covid-19 se questo dovesse in seguito infettare l'organismo.

Il vettore è stato scelto per generare una forte risposta immunitaria già da una singola dose e non è replicante, non può quindi causare un'infezione nell'individuo vaccinato.I vaccini prodotti con il virus ChAdOx1 si sono dimostrati ben tollerati, sebbene possano causare effetti indesiderati temporanei, come febbre, sintomi simil-influenzali, mal di testa o dolore al braccio. La capacità produttiva totale è attualmente pari a due miliardi di dosi

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