Simposio Scultura, Fontanarosa conferma il sodalizio tra arte e pietra

Si chiude ''FontanarosArtePietra''. Protagonisti artisti di fama internazionale. Le opere saranno collocate i diversi punti del paese

Fontanarosa è noto come “antico centro della lavorazione della pietra”: le sue marmerie, simbolo di tradizione ed innovazione, sono una risorsa sia sotto il profilo economico che artigianale e culturale. Anche quest’anno, per la sesta volta, il comune ha ospitato il Simposio di Scultura – dal 24 settembre al 4 ottobre - proprio per riaffermare questo antico sodalizio tra territorio e pietra. Straordinari e noti a livello internazionale gli artisti impegnati: Francesca Bernardini, Alessandro Canu, Verena Mayer-Tasch e Francesco Mazzotta. La direzione dell’evento è stata affidata all’Architetto Silvio Cosato, mentre, nel Comitato tecnico-scientifico, figurano lo scultore Egidio Iovanna, l’Architetto Paola Carta e la Dottoressa Giovanna Di Talia.

Il 6° Simposio Internazionale di Scultura – FontanarosaArtePietra, è stato visitabile fino al 4 ottobre, dalle 9 alle 18, a pochi passi dal centro storico.

Soddisfatta Elisabetta Di Minico, assessore alla cultura: ''È stato un privilegio assistere alla nascita di nuove, pregevoli opere che andranno ad abbellire ulteriormente il nostro paese. All’anno prossimo, sperando di incontrarci in un mondo di nuovo in grado di abbracciarsi e di celebrare, senza distanziamento, la bellezza e la cultura’’.

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Per l’architetto Silvio Cosato, direttore artistico, ''anche quest’anno abbiamo celebrato il nostro sesto simposio di scultura internazionale per alimentare quella goccia d’acqua, per continuare a tracciare quel segno iniziato tanti anni fa''. ''L’arte è vita – continua Cosato - ci aiuta a resiste nelle difficoltà. Siamo stati resilienti, con grande attenzione abbiamo seguito gli artisti mentre il pensiero e lo sguardo erano volti verso quel museo diffuso della scultura contemporanea che è diventato Fontanarosa. Le nostre strade, i vicoli, il museo si stanno infatti arricchendo di sculture. Frutto di un duro e complesso lavoro, esse sono il nostro fiore all'occhiello, sono un valore aggiunto che pochi paesi possono vantare in Italia. I quattro scultori ci hanno lasciato le loro opere, le terremo alte come il testimone del tedoforo, per mantenere accesa la fiaccola della scultura nel paese della pietra, per alimentare quel sogno da trasmettere ai giovani scalpellini e diventare la capitale della pietra, la Carrara del Sud''.

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