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Invasioni digitali al Museo Irpino

Il percorso info-formativo sui social media, promosso dalla Provincia di Avellino e realizzato in collaborazione con pro_MUOVERE Aps, è aperto a tutti e gratuito

I giovani partecipanti al progetto LIKElab2.0, il percorso info-formativo sui social media promosso dalla Provincia di Avellino e realizzato in collaborazione con pro_MUOVERE Aps, sono pronti per le Invasioni Digitali del Museo Irpino.

Invasioni digitali è il progetto che, attraverso l’applicazione al settore dei beni culturali delle nuove forme di comunicazione digitale partecipata e della multimedialità, si pone come obiettivo la trasformazione delle istituzioni culturali in piattaforme aperte di divulgazione, scambio e produzione di valore, in grado di consentire una comunicazione attiva con il proprio pubblico che diventa protagonista di un’azione di promozione della cultura attraverso la condivisione di dati e immagini.

L’invasione è aperta a tutti: chiunque voglia unirsi al gruppo può farlo presentandosi all’appuntamento di giovedì 30 aprile, alle ore 15.00, in corso Europa ad Avellino, presso la biblioteca provinciale, dove, armati dei propri smartphone, i giovani di LIKElab2.0 si incontreranno per invadere il complesso culturale e proseguire, poi, verso il carcere Borbonico.

Attraverso un percorso guidato potranno documentare con foto, video, post e tweet i beni contenuti nelle sale caricandoli sulle piattaforme che mettono in connessione fra loro visitatori, esperti, studiosi e appassionati, favorendo, in tal modo, un processo co-creativo di valore culturale ed economico per tutti.

Ciascun invasore, nella condivisione dei materiali raccolti, dovrà ricordarsi di utilizzare gli hashtag: #invasionidigitali, #digitalinvasions, #likelab20, #invasioniirpine, #museoirpino, così da permettere a chi ci segue online di non perdersi neanche un tweet/post/pin.

Sarà un’occasione per promuovere un bene culturale presente sul nostro territorio attraverso i social media più diffusi e garantire il libero accesso alle sale ad un vasto pubblico, per una fruizione del patrimonio artistico priva di confini geografici; perché l’arte diventa conoscenza quando viene condivisa.

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