menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Candelora day a Montevergine: non solo i femminielli ma anche i pro family day per curiosare

Dopo la funzione religiosa celebrata nel Santuario, via alla parte più colorita: travestimenti, canzoni, suoni, crepitio di nacchere e battito di tammorre

Gran parte provengono da Napoli dove la Candelora è vissuta sotto varie sfaccettature. A Montevergine di Mercogliano la tradizionale juta dei femminielli si svolge sotto un il sole. 

La tradizione vuole che nel 1256 la Madonna salvasse una coppia di giovani omosessuali esiliati dalla città e incatenati a un albero su una montagna di Montevergine. Il prodigio, avvenuto proprio il 2 febbraio ad opera di Mamma Schiavona (l’icona medievale di Maria in trono) e interpretato come una benedizione soprannaturale alle coppie omosessuali diede il via alla tradizionale processione al Santuario di Montevergine inaugurando una tradizione di devozione degli omosessuali a Maria. Ogni anno il pellegrinaggio al santuario vede un tripudio di canti, balli e travestimenti, in un rituale che coniuga sacro e pagano.

Millequattrocento metri di salita nello spazio e duemila anni di discesa nel tempo. Davvero non manca nessuno dell’intera costellazione raccolta sotto la sigla LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender). Ma se ti giri intorno ci sono anche chi probabilmente è per il family day ma la curiosità di assistere alla juta “dei diversi” è più forte.

Dopo la funzione religiosa celebrata nel Santuario, via alla parte più colorita: travestimenti, canzoni, suoni, crepitio di nacchere e battito di tammorre. Il noto artista folk Marcello Colasurdo, ex operaio dell'Alenia di Pomigliano d'Arco, a lungo frontman del Gruppo musicale E' Zezi e cantore ufficiale della galassia LGBT è sempre in prima linea.

Così come Vladimir Luxuria, ritorna dopo qualche anno, che dopo il siparietto a distanza per niente gentile con la Meloni preferisce evitare di commentare ulteriormente. "Non c'è uomo che non sia femmina e non c'è femmina che non sia uomo", ripete qualcuno che appartiene a questa generazione. Il perché a Montevergine per onorare la Madonna nera?

Ce lo spiega una transgender impellicciato: "da secoli le persone diverse si sono riconosciute in questa Madonna diversa. Una madre che guarda solo nel nostro cuore e non si interessa all'involucro che lo contiene".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Disfunzioni idriche in Irpinia: l'avviso di Alto Calore

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AvellinoToday è in caricamento