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Domenica, 28 Aprile 2024
Cronaca

Processo Aste Ok, udienza sospesa: il Pm Woodcock critica le risposte impreparate del Maggiore Russo

Nella giornata di oggi ha avuto luogo una nuova udienza per il processo nato dall'inchiesta "Aste ok" del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino e il Nucleo Pef delle Fiamme Gialle di Napoli che hanno indagato su questo nuovo filone d'illeciti che vede protagonista il Clan Partenio

Nella giornata di oggi, presso il Tribunale di Avellino, in composizione collegiale presieduta dal presidente Dott. Roberto Melone, a latere Gilda Zarrella e Vincenza Cozzino, ha avuto luogo una nuova udienza per il processo nato dall'inchiesta "Aste ok" del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino e il Nucleo Pef delle Fiamme Gialle di Napoli che hanno indagato su questo nuovo filone d'illeciti che vede protagonista il Clan Partenio.

L'attenzione di questa udienza si è concentrata sull'audizione del Maggiore Quintino Russo, l'allora comandante del Nucleo Investigativo che ha condotto le indagini su questo filone d'illeciti che coinvolge il Clan Partenio. L'ascolto del militare, che era al comando del Nucleo Investigativo durante le fasi cruciali dell'inchiesta, nelle speranze del Pubblico Ministero Henry John Woodcock, dovrebbe rappresentare un passo significativo per comprendere meglio le dinamiche che hanno portato all'emergere di queste presunte attività illecite.

Durante l'udienza odierna, il Maggiore Russo è stato interrogato sulla sua esperienza all'interno dell'inchiesta "Aste ok" e sulle prove raccolte nei confronti dei membri del Clan Partenio coinvolti nel sistema delle aste immobiliari: "Stavamo ascoltando delle intercettazioni avvenute all'interno dell'abitazione di Pasquale Galdieri, cercando di comprendere i suoi interessi nella tornata elettorale che coinvolgeva il Comune di Avellino e che aveva visto la partecipazione di Damiano Genovese. Da un'intercettazione risalente al 2018, emerge un trasferimento di denaro da parte di Galdieri che, in qualche modo, aveva suscitato l'irritazione di Antonio Genovese, zio di Damiano, che all'epoca dei fatti era un individuo con precedenti penali ma al momento libero. Di conseguenza, Damiano Genovese fu incaricato di fare luce sulla questione".

Il maggiore Russo ha poi aggiunto: "I Galdieri 'usano' Damiano Genovese perché è considerato il meno sospetto e quindi meno attentamente monitorato dalle forze dell'ordine. Un altro passaggio tematico interessante è il dialogo avvenuto tra Pasquale Galdieri e Pagano Beniamino, in cui si parla di munizioni. Un’altra intercettazione che vede protagonista Genovese Damiano ci porta a conoscenza del famoso 'bacio' sulla bocca tra Beniamino Pagano e Damiano Genovese, che sarebbe avvenuto nel deposito di legname del primo. In un'altra intercettazione emerge l’interessamento di Pasquale Galdieri verso un’asta giudiziaria. Secondo la nostra ricostruzione emerge che Galdieri chiede a Genovese di interessarsi alla vicenda. Dalla lettura emerge che Galdieri aveva chiesto a Genovese di informarlo su tutte le aste giudiziarie che sarebbero avvenute. Questa, di fatto, è stata 'la genesi' dell’inchiesta Aste OK. Per quanto riguarda le aste, una conversazione tra Pasquale Galdieri e Damiano Genovese sottolinea ancora una volta la volontà di Galdieri di conoscere l’attività di Livia Forte e, per consentire che ciò avvenisse, aveva incaricato proprio Damiano Genovese, dicendogli: 'Metti un orecchio a terra!'."

Durante l'udienza, si respirano attimi di tensione quando l'esposizione dei fatti da parte del Maggiore Russo non sembra convincere il Pubblico Ministero Henry John Woodcock. Quest'ultimo ha espresso la sua insoddisfazione riguardo alle risposte del testimone, chiedendo un racconto più esaustivo, dettagliato e preciso. A quel punto, incalzato dal Pubblico Ministero, il militare ha ribadito, una volta di più, l'accordo ampiamente noto tra le parti, secondo il quale i Galdieri ricevevano una commissione del 33% quando portavano il cliente, mentre ricevevano il 20% quando intervenivano solo per indirizzare le aste.Il Maggiore Quintino Russo, su questo punto, ha ribadito con forza che, in merito al rapporto tra Livia Forte e i Galdieri, non si può parlare di "pizzo" riconosciuto dalla "Regina delle aste" ai due fratelli; bensì di un accordo intercorso tra le parti.

Il Pubblico Ministero, tuttavia, manifesta una crescente irritazione di fronte alle risposte del Maggiore Russo. Secondo il magistrato, le risposte del militare erano del tutto impreparate e non all'altezza dell'importanza del procedimento. A causa di queste ragioni, l'udienza è stata bruscamente interrotta e rinviata al 7 luglio 2023, quando, almeno nelle speranze del Pubblico Ministero, il testimone sarà in grado di esporre argomentazioni più dettagliate. 

Aste Ok e il coinvolgimento del Nuovo Clan Partenio

L’indagine, convenzionalmente denominata “ASTE OK”, ha consentito di disarticolare un’organizzazione malavitosa composta da membri di spicco del c.d. “Nuovo Clan Partenio” (egemone nel capoluogo irpino, oggetto dell’operazione “PARTENIO 2.0”, condotta il 14 ottobre del 2019), nonché da imprenditori e professionisti. Dalle risultanze investigative è infatti emerso un contesto di espansione degli interessi criminali del gruppo camorristico ai redditizi settori delle aste e delle acquisizioni immobiliari, unito a un sempre forte e corrispondente interesse a influenzare la vita politica e amministrativa della città di Avellino, allo scopo di accedere alla “cabina di regia” delle scelte operate dalla Pubblica amministrazione, per esempio, per l’appunto, in materia urbanistica ed edilizia. In particolare, anche attraverso le elaborate investigazioni economico-finanziarie sviluppate per seguire i trasferimenti d'immobili ceduti all’asta e gli anomali flussi di regolamento, l’indagine ha consentito di acclarare forti legami tra alcuni sodali del clan camorristico, i titolari di alcune società d'intermediazione immobiliare e professionisti nel settore i quali, avvalendosi dell’intimidazione derivante dal vincolo associativo, inibivano a proprietari esecutati la partecipazione alle aste giudiziarie aventi per oggetto propri beni, in questo modo appropriandosene al fine di chiedere ai medesimi ex-proprietari una quota di denaro maggiorata qualora avessero voluto rientrarne in possesso.

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