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Cronaca

Omicidio Bembo, nessuna aggravante è stata esclusa: "Per una giustizia giusta"

Sono accusati di omicidio aggravato per i futili motivi della vittima - il 21enne Roberto Bembo di Mercogliano - e rischiano l'ergastolo

Niko Iannuzzi, Luca Sciarillo e Daniele Sciarillo, questa mattina, sono comparsi dinanzi al gip Marcello Rotondi per l'udienza preliminare. Sono accusati di omicidio aggravato da futili motivi del 21enne Roberto Bembo di Mercogliano - e rischiano l'ergastolo. L'omicidio è avvenuto la mattina del primo dell'anno nei pressi di un noto bar di Mercogliano, a causa di motivi legati a uno sguardo di troppo. Nella giornata odierna, nessuna aggravante è stata esclusa ed è stata rigettata la richiesta di abbreviato: "Per una giustizia giusta!", sono state le dichiarazioni del Pubblico Ministero. Per questi motivi, dunque, gli imputati dovranno affrontare il processo con rito ordinario, che inizierà il prossimo 27 marzo davanti al tribunale di Avellino. Ovviamente, la richiesta di abbreviato da parte dei difensori è avvenuta in chiave strategicamente prospettica poichè, per i reati in cui si rischia la pena dell'ergastolo, la richiesta di abbreviato non è ammissibile. I tre imputati, infine, hanno sottoscritto una dichiarazione di scuse e di richiesta di perdono alla famiglia di Bembo. Ovviamente, i fratelli Sciarrillo si sono professati innocenti; contrariamente a Iannuzzi, che fin dall'inizio ha ammesso di essere l'autore del fatto. La suddetta dichiarazione è stata acquisita dagli inquirenti.

Gli imputati sono difesi dall'Avvocato Gaetano Aufiero e l'Avvocato Stefano Vozzella. L'avvocato Gerardo Santamaria, difende le parti civili, i familiari di Roberto Bembo: padre, madre e, adesso, anche il fratello del 21enne di Mercogliano. Attualmente, i due principali imputati sono ancora agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, in attesa della decisione definitiva della Corte di Cassazione. Questa attesa è stata resa necessaria dopo che il tribunale del Riesame ha annullato l'ordinanza di attenuazione della misura custodiale in carcere, emessa lo scorso luglio dal giudice Francesco Ciccone. 

Capodanno di sangue a Mercogliano

Intorno alle 7,00 del 1 gennaio 2023 – in via Nazionale Torrette di Mercogliano, nei pressi del bar cornetteria h24 – è stato accoltellato Roberto Bembo, un giovane di appena 20 anni. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo (titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Vincenzo Toscano), sono state affidate alla Questura di Avellino. La sera dello stesso giorno Luca Sciarrillo e Nico Iannuzzi, 28 e 31 anni di Avellino, hanno deciso di costituirsi presso la Questura. La mattina dell’aggressione, invece, era stato fermato e denunciato a piede libero Daniele Sciarrillo, fratello 33enne di Luca. Per il giovane sono scattati, poi, gli arresti domiciliari perché - all’interno della sua abitazione - sono state trovate sostanze stupefacenti. Il suo ruolo nell’aggressione sarebbe più marginale rispetto a quello degli altri.

A colpire alle spalle il 20enne Roberto Bembo, sarebbe stato il 31enne Nico Iannuzzi, figlio di un ex boss del Clan Partenio. Causa scatenante della violenza sarebbe stato un semplice parcheggio fatto male nei pressi di un noto bar di Torrette di Mercogliano. Tra i due gruppi è scoppiata una maxi rissa nella quale i tre indiziati avrebbero avuto la peggio. Successivamente, mentre Bembo tentava di attraversare e raggiungere il bar, è stato colpito. Sciarrillo avrebbe colpito il 20enne al volto con un tirapugni. Iannuzzi, dopo averlo raggiunto alle spalle, avrebbe sferrato tre coltellate. Roberto Bembo si è arreso dopo 10 giorni di ricovero all’Ospedale Moscati. Luca Sciarrillo e Nico Iannuzzi sono accusati di omicidio. 

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