Cronaca

Omicidio Aldo Gioia, spunta l'ipotesi di valutazione medica per Giovanni Limata

In seguito a un nuovo incontro tra il 23enne responsabile dell'uccisione del geometra avellinese e i suoi avvocati, sarebbero emersi degli elementi chiari sullo stato di salute mentale del giovane

Spunta l'ipotesi di richiesta di valutazione medica per Giovanni Limata, il 23enne di Cervinara responsabile dell'uccisione di Aldo Gioia, geometra avellinese dipendente dell'ex FCA, avvenuta lo scorso 23 aprile ad Avellino, all'interno della sua abitazione di Corso Vittorio Emanuele.

Qualche giorno fa, vi avevamo raccontato della decisione intrapresa dai genitori del giovane ragazzo cervinarese di affidarne la difesa a un nuovo legale, Fabio Russo. Accompagnato dalla sua collega Kalpana Marro, l'avvocato di Limata si sarebbe recato, questa mattina, presso il carcere di Bellizzi Irpino, dove attualmente il ragazzo è detenuto. Un nuovo colloquio e poche parole, quanto basta per far emergere un quadro piuttosto delicato sul precario stato di salute mentale che caratterizza l'imputato.

E' probabile, dunque, che i due avvocati possano chiedere una valutazione medica, al fine di provare l'esistenza di disturbi psichici e per comprendere se tali disturbi possano essere compatibili con il regime carcerario a cui lo stesso Limata è sottoposto.

Il punto sulle indagini

Nel frattempo, proseguono le indagini guidate dal Pubblico Ministero Vincenzo Russo. Continuano ad essere analizzati gli smartphone dei due ragazzi, in particolare chat e messaggi. E' stata già ascoltata l'amica alla quale Limata aveva annunciato l'omicidio che, nei piani dei due fidanzati, avrebbe dovuto essere una strage perché Elena voleva che non rimanesse in vita nessuno della sua famiglia. 

Anche la Squadra Mobile è impegnata nella ricostruzione dei giorni e dei momenti antecedenti l'efferrata uccisione di Aldo Gioia nonché quelli immediatamente dopo. Attraverso alcune telecamere di videosorveglianza, è stato possibile verificare le azioni compiute da Giovanni Limata che, dopo aver accoltellato il padre della fidanzata, è tornato a Cervinara, grazie all'aiuto di un'amica e della madre di quest'ultima, conducente dell'auto che ha permesso all'omicida di allontanarsi dal luogo del delitto.

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