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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

DIA: "Confermata l’operatività del Nuovo Clan Partenio ad Avellino"

E’ quanto emerge dall’ultima Relazione semestrale presentata alle Camere dalla Dia, secondo cui "Il vuoto di potere determinato dai numerosi arresti e dal lungo stato di detenzione di due fratelli tuttora ritenuti elementi di vertice del clan sembrerebbe all’origine di una serie di fibrillazioni e dello scontro armato tra due clan"

Nella città di Avellino sarebbe confermata l’operatività del Nuovo Clan Partenio diretta promanazione dello storico clan GENOVESE. Nel secondo semestre del 2020 gli esiti investigativi dell’operazione "Aste Ok" avevano comprovato come il clan fosse attivo in numerosi ambiti criminali, dalle estorsioni e usura al traffico di sostanze stupefacenti, dal lucroso settore delle aste pubbliche fino a forme d’infiltrazione nelle amministrazioni locali. In particolare l’indagine aveva documentato l’interferenza del gruppo GALDIERI-GENOVESE in occasione delle elezioni del Consiglio comunale di Avellino del giugno 2018 al fine di favorire la candidatura del parente di uno degli elementi di vertice del clan. Il vuoto di potere determinato dai numerosi arresti e dal lungo stato di detenzione di due fratelli tuttora ritenuti elementi di vertice del clan sembrerebbe all’origine di una serie di fibrillazioni e dello scontro armato tra due gruppi criminali che si contenderebbero il controllo delle attività illecite. In tale contesto sarebbe maturato il tentato omicidio dell’agosto 2020 ai danni di un elemento in ascesa nel locale panorama criminale, il quale stava tentando “di ritagliarsi una posizione di rilievo nella gestione delle attività criminose appannaggio dei gruppi criminali esistenti sul territorio”. Nel provvedimento restrittivo eseguito dalla Polizia di Stato il 17 febbraio 2021 a carico del pregiudicato ritenuto responsabile del delitto l’aggravante mafiosa è stata dunque motivata dalle modalità della condotta avendo egli agito “in pieno giorno sulla pubblica via, a volto scoperto” e soprattutto sfruttando la condizione di assoggettamento omertoso esistente sul territorio.

Lo scioglimento del Consiglio comunale di Pratola Serra

La sempre maggiore propensione dei sodalizi criminali all’infiltrazione dell’economia legale e dei contesti politico-amministrativi specie nel settore degli appalti pubblici aveva comportato il 26 ottobre 2020 lo scioglimento del Consiglio comunale di Pratola Serra. Tale fenomeno nel semestre in esame ha trovato ulteriore riscontro anche nelle interdittive antimafia emesse dalla Prefettura di Avellino dalle quali sarebbero emersi, in qualche caso, collegamenti con la c.d. Società foggiana. L’ingerenza della criminalità pugliese nel territorio dell’Alta Irpinia sarebbe stata peraltro già delineata anche dall’indagine Grande Carro eseguita il 28 ottobre 2020 dai Carabinieri, con cui sarebbe stata ricostruita proprio l’attività di un gruppo criminale facente capo ai SINESI–FRANCAVILLA di Foggia che si sarebbero avvalsi di un personaggio del luogo referente in territorio irpino per la batteria criminale pugliese. Il legame della delinquenza avellinese con la criminalità organizzata pugliese è stato messo in luce anche dalla relazione annuale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga pubblicata nel mese di giugno 2021.

Una importante zona di raccordo tra Campania e Puglia

Nel documento si evidenzia come la posizione strategica della provincia che rappresenta una zona di raccordo tra Campania e Puglia potrebbe favorire frequenti alleanze tra gruppi criminali prevalentemente dediti al traffico di stupefacenti alla luce del ruolo dei sodalizi pugliesi quali hub nello smistamento della droga proveniente dai Balcani. Nella provincia di Avellino si confermerebbero quali gruppi di maggiore spessore criminale i clan CAVA e GRAZIANO quest’ultimo originario di Quindici, nonché quello dei PAGNOZZI che estende la propria influenza su parte del territorio di Benevento e Caserta, nonché nella città di Roma. In particolare nella Valle di Lauro permane la contrapposizione tra primi due clan citati i cui esponenti di vertice insieme ad affiliati di elevato spessore criminale risultano attualmente liberi. Circostanza, quest’ultima, che potrebbe favorire il riacuirsi del confronto armato tra i due schieramenti per la supremazia sul territorio soprattutto riguardo allo spaccio di sostanze stupefacenti.

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