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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Cronaca

Bar del Partenio legati al clan, il Tar concede la sospensiva: riapre il punto ristoro della Curva Sud

Restano, invece, chiusi gli altri due bar collocati nelle Tribune Montevergine e Terminio

Colpo di scena riguardante la questione relativa ai tre bar dello Stadio "Partenio-Lombardi" di Avellino che, stando a quanto riferiscono le fonti investigative, avrebbero legami con il Nuovo Clan Partenio. In data odierna, il Tar ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dai legali di Vittorio Forte, avv.ti Gerardo Santamaria e Alessandro Acone, contro l'ordinanza di chiusura del punto ristoro situato nella Curva Sud dell'impianto sportivo.

Il bar di Forte, pertanto, potrà riaprire i battenti, in attesa della prossima udienza fissata il 5 ottobre. Restano chiusi, invece, gli altri due punti ristoro situati, rispettivamente, in Tribuna Montevergine e Terminio, di proprietà di Antonella Altavilla.

Tutto è partito dalla richiesta di rinnovo in vista della nuova stagione calcistica

Il 24 agosto 2022 il comune di Avellino e la Prefettura hanno revocato la Scia e chiuso i tre bar dello Stadio Partenio-Lombardi. Tutto è partito dalla richiesta di rinnovo in vista della nuova stagione calcistica; a seguito dell’applicazione del d.P.R. n. 616 del 1977 che prevede che il comune informi il Prefetto dell’adozione del provvedimento del rilascio delle licenze. La risposta della Prefettura è stata immediata e, in virtù delle successive valutazioni, il comune di Avellino adottava il provvedimento. Si parla di "grave pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica". Le indagini delle forze dell'ordine riferiscono che i titolari sono ritenuti persone vicine agli affiliati del Nuovo Clan Partenio; l'identico provvedimento, con le stesse motivazioni, che portò alla chiusura del ristorante “It's Ok” e della pizzeria “Pomodoro”; così come il parcheggio dell’ex Ipercoop. La motivazione della nuova ordinanza riferisce che i titolari dei tre punti ristoro sono ritenute persone vicine alla famiglia di Livia e Modestino Forte, entrambi in carcere con l’accusa di associazione a delinquere.

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