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Tempi maturi per riaprire i ristoranti a cena, Fipe "Allentare misure restrittive"

La Federazione italiana dei pubblici esercizi mette in discussione il sistema di monitoraggio del rischio usato finora dal governo e dagli esperti del Comitato tecnico scientifico

Bar e ristoranti aperti in zona gialla e arancione, perché devono seguire il destino dei negozi e rimanere chiusi solamente in zona rossa. È l'idea di Aldo Cursano, vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei pubblici esercizi, secondo cui "in tutte le altre situazioni, quando è concessa la mobilità individuale, lo shopping, il lavoro in presenza e persino lo sci, i locali devono poter stare aperti per offrire alle persone il servizio fondamentale di ristoro per il quale sono nati".

"Bar e ristoranti aperti in zona gialla e arancione"

Il vicepresidente Cursano fa notare che oggi in Italia "abbiamo 2,7 milioni di persone vaccinate, tra le quali 1,2 milioni hanno già ricevuto la doppia dose. A queste vanno aggiunte altre 2 milioni di persone che dall'inizio della pandemia hanno contratto il virus, sono guarite e hanno una ridottissima probabilità di contagiarsi nuovamente. Il contesto insomma, rispetto a settembre, è cambiato radicalmente, il Covid fa meno paura e i vecchi modelli adottati fino a questo momento non vanno più bene".

"È ora di finirla - aggiunge Cursano - con la mortificazione del nostro settore. Siamo alla vigilia di una nuova stagione politica, che rimetterà al centro il lavoro e l'impresa e non è possibile inaugurare questa fase con altre chiusure, che rappresenterebbero un colpo durissimo per un settore che aveva appena cominciato a rimettersi in moto".

Il vicepresidente vicario di Fipe-Confcommercio mette in discussione il sistema di monitoraggio del rischio usato finora dal governo e dagli esperti del Comitato tecnico scientifico. "L'algoritmo adottato nel pieno della pandemia non può essere applicato allo stesso modo e con le stesse rigidità ora che la campagna vaccinale procede spedita - dice Cursano -. Altrimenti rischiamo di far passare l'idea che in questo anno non abbiamo fatto nulla per contrastare il virus. Non è così: i tracciamenti sono molto più efficaci, i cittadini rispettosi delle misure di sicurezza e distanziamento, i gestori dei locali attenti a seguire le regole e scongiurare gli assembramenti. Queste buone pratiche vanno premiate, allentando le misure restrittive. A cominciare - conclude - da quelle su bar e ristoranti, che devono poter lavorare anche in zona arancione. A cominciare da subito".

Le regole su ristoranti e bar nelle regioni in zona gialla e arancione

Come stanno le cose? In vista c'è il nuovo cambio colore delle regioni. Possibile, forse molto probabile. Si attende il prossimo bollettino dell'Istituto superiore di sanità per avere un quadro più chiaro della situazione. Attualmente sono in zona arancione la provincia autonoma di Bolzano, la Sicilia e l'Umbria. In zona rossa c'è tutta la provincia di Perugia, oltre a sei comuni del ternano, per fronteggiare l'emergenza Covid e le sue varianti. In base ai numeri e alle indiscrezioni che circolano in queste ore, sono due i territori che potrebbero realisticamente rischiare restrizioni più stringenti per le prossime due settimane: Umbria e Toscana. Da oggi la Puglia torna in zona gialla. In base alle ordinanze del ministro della salute del 29 gennaio 2021 e ai ricalcoli come quello relativo alla Puglia, le regioni sono attualmente ricomprese in queste fasce:

nell'area gialla: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, provincia autonoma di Trento, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto; Puglia bell'area arancione: provincia autonoma di Bolzano, Sicilia, Umbria; nell'area rossa: nessuna regione.

Nelle regioni in zona gialla è possibile consumare cibi e bevande all’interno dei bar, dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione, dalle 5.00 alle 18.00. Negli stessi orari è consentita senza restrizioni la vendita con asporto di cibi e bevande. La vendita con asporto è possibile anche dalle 18.00 alle 22.00, ma è vietata in tali orari ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili - codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25). La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. Nelle aree o negli orari in cui è sospeso il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali, l’ingresso e la permanenza negli stessi da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali.

Nelle regioni in zona arancione, invece, è sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie, gelaterie etc.) e nelle loro adiacenze. Dalle 5.00 alle 22.00 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue:

  • dalle 5.00 alle 18.00, senza restrizioni;
  • dalle 18.00 alle 22.00, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili - codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25).
  • La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.
  • È consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all’interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati. Nelle aree o negli orari in cui è sospeso il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali, l’ingresso e la permanenza negli stessi da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali.
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