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Spostamenti tra regioni, decreto in scadenza: le ipotesi

Il blocco della circolazione tra regioni scade il 15 febbraio. Molto probabile la proroga,

 "Siamo sulla lama di un rasoio che potrebbe farci precipitare nel peggio, bisogna assolutamente prorogare il blocco degli spostamenti tra Regioni": ieri è stato il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario Irccs Istituto ortopedico Galeazzi di Milano, ha lanciare l'ennesimo grido d'allarme sul 15 febbraio, data in cui decade il divieto di spostamento tra regioni a meno che non venga rinnovato con un decreto legge sul quale però è in atto una discussione su chi deve assumersi la responsabilità di una decisione.

Le ipotesi 

Due le ipotesi: che il dl venga prorogato o modificato dal Governo uscente, ancora operativo per gli affari correnti. Oppure – ipotesi più probabile – che si decida di lasciare la decisione all’Esecutivo di Mario Draghi se, come previsto, ora di questo fine settimana avrà già giurato e sarà, quindi, operativo.

Spostamenti tra regioni: ci vuole un decreto o un Dpcm?

Sulla questione giuridica è intervenuto anche il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che a 'Mattino 5' ha illustrato la sua visione e ha annunciato proprio un "prossimo Dpcm anti-Covid" che verrà emanato "la prossima settimana. Non sappiamo ancora se sarà un compito affidato al nuovo Governo o a quello uscente, ma ciò che conta - sottolinea - è che gli italiani non verranno lasciati senza un provvedimento che garantisca la loro protezione". "È mia opinione - ha riassunto Sileri su Facebook - che nelle Regioni gialle si debba dare la possibilità ai ristoratori di riaprire la sera, e a cinema e teatri di riprendere l'attività in modo progressivo, pensando anche alle palestre. Per almeno un paio di settimane, però, manterrei ancora il blocco degli spostamenti tra le Regioni per monitorare meglio la diffusione del virus, facendo un passo indietro nelle zone dove viene individuata la circolazione di una variante che potrebbe diffondersi in modo incontrollato nel Paese. La variante brasiliana, ad esempio, oltre alla contagiosità sembra avere una maggiore aggressività e ciò potrebbe comportare un importante sovraccarico dei nostri ospedali".

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