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Lunedì, 28 Novembre 2022
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Un solo preside in condivisione tra più istituti, è protesta: "Un grave danno per l'istruzione pubblica"

L'anno scolastico inizia tra le polemiche per le reggenze attribuite qualche giorno fa in Alta Irpinia

Finite le vacanze estive, torna a suonare la campanella. Questa mattina, gli istituti di Avellino e provincia hanno aperto le porte a insegnanti, studenti e personale scolastico. Un primo giorno di scuola carico di buoni propositi nel quale, però, non sono mancate critiche e mobilitazioni, in particolare per le reggenze attribuite qualche giorno fa in Alta Irpinia al fine di fronteggiare la carenza di presidi: almeno 16 istituti su 25 avranno un dirigente in condivisione che dovrà destreggiarsi tra problemi organizzativi e gestionali di più istituti contemporaneamente. 

Un sistema, quello delle reggenze, che mette a rischio il corretto funzionamento delle scuole, danneggiando la formazione degli studenti e la programmazione, secondo i sindacati della scuola ed il Sindaco di Lioni Yuri Gioino che, questa mattina, davanti alla sede avellinese dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, hanno protestato contro le scelte attuate per il nuovo anno scolastico.

Un solo preside in condivisione tra più istituti, è protesta: "Un grave danno per l'istruzione pubblica"

Il Sindaco Gioino si batte contro il sistema delle reggenze

A Lioni sono due le scuole che avranno un preside in condivisione: all'Istituto Comprensivo Statale “Iannaccone” è ritornato Gerardo Cipriano, dirigente titolare all’istituto “De Sanctis” di Sant’Angelo dei Lombardi; al “Vanvitelli”, invece, è arrivato Attilio Lieto dall’IISS di Grottaminarda.

Il sistema delle reggenze non è stato accolto in modo positivo dal Sindaco di Lioni Yuri Gioino, presente questa mattina davanti all'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania di Avellino per esprimere le ragioni del suo disaccordo: "L'istituto delle reggenze penalizza la scuola pubblica, ovviamente non per colpa dei reggenti che anzi ringraziamo ma perché determina una mancanza di programmazione e di una prospettiva per la scuola pubblica. Confidiamo nella speranza che, per il prossimo anno scolastico, possano essere messi in atto dei correttivi. Delle 25 comunità presenti in Alta Irpinia, 16 sono in reggenza. È inaccettabile".

"In sostanza, bisogna decidere se puntare sulla scuola e mettere a disposizione più dirigenti, oppure no - continua il Primo Cittadino - stiamo parlando del futuro dei nostri ragazzi. Stiamo per predisporre un nuovo documento e vogliamo semplicemente una risposta. È un problema che riguarda non solo l'Alta Irpinia, ma anche Ariano Irpino e altri comuni della provincia. Speriamo in una soluzione immediata".

Ambrosone (FLC CGIL): "Un grave danno per l'istruzione"

Anche i sindacati si sono attivati per chiedere un cambio di rotta. Luana Ambrosone (FLC CGIL) dichiara: "La problematica che riguarda la scuola irpina è di duplice natura. Innanzitutto, parliamo di un territorio che ha esigenze peculiari a cui la scuola deve rispondere. In secondo luogo, per quanto riguarda il problema dei dirigenti scolastici affidati in reggenze, queste scuole normodimensionate non godono di quella che dovrebbe essere la continuità sia organizzativa sia didattica con un dirigente a tutti gli effetti collocato nella propria sede".

"Questa instabilità, che va avanti già da diversi anni, è un grave danno per la scuola come istituzione e per il territorio perchè i sindaci si ritrovano a dover avere delle comunicazioni frammentate e frazionate - sottolinea - molte volte, il dirigente chiamato a ricoprire l'incarico non conosce le problematiche del territorio. Inoltre, ci sono tanti dirigenti scolastici campani che attendono di avere una collocazione stabile ma che, dal punto di vista delle istituzioni superiori, non riescono a trovare perchè non vengono posizionati dove dovrebbero essere. Tutto questo si ripercuote sull'intero personale scolastico che, ogni primo settembre, si ritrova con problemi organizzativi e con un carico di lavoro e una disorganizzazione che grava su docenti, alunni e didattica" conclude.

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