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Domenica, 14 Aprile 2024
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Morriello (Ancora Italia Sovrana e Popolare): “Payback, la tassa che uccide la Sanità”

“Payback è la tassa che può distruggere la sanità Italiana. Le imprese del biomedicale che riforniscono gli ospedali rischiano la chiusura in massa” afferma il responsabile regionale Campania

Riceviamo è pubblichiamo la nota di Angelo Morriello Coordinatore Regionale Campania – Responsabile Nazionale Enti Locali Partiti e Sindacati per Ancora Italia Sovrana e Popolare:

Dal 15 gennaio, nel silenzio generale, migliaia di imprese del settore biomedicale rischiano di fallire a causa di una tassa sconosciuta chiamata “Payback”, messa in piedi dal governo Renzi nel 2015 e mai applicata fino al governo Draghi.

La legge del “Payback” sanitario costringe i fornitori di dispositivi medici (dalle garze alle siringhe, fino a strumentazioni molto complesse come stent, pacemaker, TAC, risonanze, pet, ecc), a restituire parte dei pagamenti ricevuti dalle Regioni, che hanno comprato i loro prodotti, se gli importi hanno ecceduto i tetti di spesa imposti.

L’assurdo è che i provvedimenti si scaricano non sulle Regioni ma sulle imprese private, grazie a questa norma. Infatti, il cosiddetto “Payback” pone a carico delle aziende produttrici il 50% della spesa in eccesso effettuata dalle Regioni rispetto al tetto del 4,4% della spesa pubblica previsto per i dispositivi medici. Lo Stato quindi, attraverso le Regioni, sta chiedendo alle aziende di tutto il territorio nazionale la copertura di circa la metà delle spese extra budget per gli anni 2015-2018, per un totale cha va dai 2,2 miliardi ai 2,5 miliardi di euro, da corrispondere immediatamente, dal 15 gennaio prossimo.

Le imprese del settore rischiano di fallire e alcune non sono già più in condizioni di fornire dispositivi medici ai sistemi sanitari regionali, visti i costi energetici attuali. Se la tassa passa senza colpo ferire si rischia l’effetto domino già visto in altri settori: le imprese in crisi verrebbero acquisite a poco e niente dalle multinazionali del biomedicale, con un abbassamento e “cinesizzazione” ulteriore dell’offerta ai cittadini italiani. Un processo progressivo ma che degraderebbe ulteriormente la sanità e renderebbe più misera la nostra capacità produttiva, uccidendo altre piccole e medie imprese del Belpaese.

Parliamo di un settore industriale che, nel suo complesso, vale circa 16,2 miliardi di euro tra export e mercato interno e conta 4.546 aziende che occupano 112.534 dipendenti. Le stime dicono che con il “Payback” potrebbero chiudere tra il 70% l’80% delle imprese coinvolte, con un colpo mortale alla sanità italiana e l’entrata prepotente nel Belpaese delle multinazionali del biomedicale. Il Governo dovrà bloccare immediatamente la misura, o sarà un vero disastro economico e sanitario per il nostro paese.

 

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