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Ciro De Girolamo, un avellinese nella storia dell’Università Cattolica

Il manager irpino: "Così gli anni all’Università Cattolica ci hanno insegnato l’arte di pensare"

L'apertura al mondo è sempre stata una delle principali aspirazioni della vita di Ciro De Girolamo. Avellinese classe 1982, dopo la maturità al liceo scientifico di Avellino, l’arrivo a Milano per gli studi universitari alla Cattolica è stato il primo passo di una lunga serie di spostamenti in giro per il mondo. Da studente ha partecipato a numerosi programmi di scambio internazionale e poi, dopo la laurea in Economia (tesi in Etica sociale), ha continuato con le esperienze all’estero. 

Ecco le sue dichiarazioni rilasciate al quotidiano di ispirazione cattolica, l'Avvenire

"La Cattolica è stata una mamma perché mi ha insegnato a guardare al mondo intero con fiducia. Sono abituato agli obiettivi, ma la vita mi ha portato spesso a vivere esperienze che mai mi sarei aspettato. È giusto pianificare, ma è importante anche capire che c’è un progetto su di noi che a volte ci sfugge".

"A sposarci è stato il professore relatore della mia tesi"

Per amore della moglie, Ciro ha deciso di cambiare lavoro e vita e si è trasferito a Ginevra. Dal 2017 è responsabile di progetto per il gruppo Msc Cruises e collabora con organismi internazionali su sostenibilità, change management e privacy: "A sposarci è stato il professore relatore della mia tesi, don Ferdinando Citterio, una delle persone più brillanti che abbia mai conosciuto. Mia moglie è ortodossa, siamo una famiglia cristiana con valori ben radicati".

"Umanizzare significa portare valori nella vita concreta e nelle relazioni"

Valori approfonditi durante gli studi universitari, apprezzati anche nel mondo del lavoro: "Da parte delle aziende c’è il desiderio di trovare pensieri alternativi per opporsi al decadimento generale. Significa umanizzare, portare valori nella vita concreta e nelle relazioni. La testimonianza resta fondamentale. Anche nel lavoro, chi ha ruoli di responsabilità ha maggiore influenza sugli altri. Le aziende lo sanno, per questo sono in ricerca di manager con menti e cuori pulsanti. Per fare calcoli bastano le macchine...".

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