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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Disagio giovanile, Don Vitaliano: "Ascoltiamo i ragazzi, anche quando le loro opinioni appaiono difficili"

Si è tenuto questo pomeriggio, presso il Circolo della Stampa di Avellino, il convegno "Gioventù contemporanea.Tra precarietà, violenza, disagio e speranza"

Si è tenuto questo pomeriggio, presso il Circolo della Stampa di Avellino, il convegno "Gioventù contemporanea.Tra precarietà, violenza, disagio e speranza". Organizzato allo scopo di promuovere la comprensione, la solidarietà e la crescita dei giovani, al confronto presieduto da Antonio Limone hanno partecipato il parroco di Capocastello Vicedirettore Caritas Avellino Don Vitaliano e la responsabile terapeutica de La casa sulla roccia Pina Pedicini.

"Si parla dei giovani, sì, giovani e delle dipendenze," afferma Pina Pedicini. È un inizio diretto e incisivo, che ci fa subito comprendere l'importanza di affrontare questo problema con serietà. "Per quanto riguarda i numeri, essi si distribuiscono in tutte le fasce d'età della nostra società, dai giovani adulti alle persone anziane, quindi questo fenomeno coinvolge tutte le fasce d'età."

Durante l'intervista, una delle rivelazioni più preoccupanti riguarda gli impatti negativi dell'uso di sostanze. Pedicini sottolinea che "nel corso dell'anno passato, abbiamo registrato una media di due decessi al giorno dovuti direttamente all'uso di sostanze, senza contare le morti indirette legate, ad esempio, agli incidenti stradali e situazioni correlate." È importante notare che questi dati non si riferiscono solo a una provincia o a una regione specifica, ma sono dati nazionali forniti dalla Federazione Italiana Comunità Terapeutica (FICT).

Parlando dell'aumento delle richieste di trattamento, Pedicini è inequivocabile: "Il fenomeno è in crescita." Attualmente, La Casa sulla Roccia tratta 50 casi in convenzione e riceve numerose richieste di trattamento durante diversi periodi dell'anno. "Cerchiamo di evitare liste d'attesa per motivi di urgenza, quindi il nostro servizio di colloquio accoglie tutte le richieste. I nostri posti sono quasi sempre occupati, il che indica una crescente domanda di assistenza."

Tuttavia, la lotta contro le dipendenze è complessa e presenta un alto tasso di recidiva. Pedicini spiega che "ci sono dimissioni volontarie, abbandoni e anche rientri, poiché la tossicodipendenza è, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, una malattia sociale con un alto tasso di recidiva. Di conseguenza, si può verificare un ciclo di ingresso, dimissione e successivo reinserimento."

Ma esiste un'età specifica in cui questi problemi si osservano più frequentemente? La risposta di Pedicini è sfumata: "Questo varia a seconda del tipo di dipendenza." Ad esempio, i consumatori di cocaina tendono a essere di età media, mentre gli alcolisti possono essere di età avanzata. Tuttavia, è importante sottolineare che oggi è difficile categorizzare il problema in base all'età. Pedicini enfatizza che "dovremmo concentrarci sulle persone invece delle categorie, questo è un punto importante."

"In pratica," conclude Pedicini, "l'uso di sostanze sta diventando più comune tra i giovani a causa della diminuzione della percezione del pericolo, il che rende la trasgressione quasi normale tra di loro. Quindi, tra i giovani, c'è una tendenza particolare", conclude.

Limone: "Dobbiamo mettere tutta la nostra volontà nel desiderio di costruire una società migliore"

"L'umanità ha spesso espresso commenti piuttosto negativi riguardo ai tempi in cui vive. Io non mi identifico necessariamente con questa prospettiva. La nostalgia del passato, come se fosse sempre stato un periodo migliore, è comune, ma ho una visione diversa," ha dichiarato Antonio Limone, sfidando la tendenza comune alla nostalgia per il passato.

Condividendo l'idea della tradizione dei cattolici democratici, Limone sostiene che il presente è il risultato delle azioni passate e che ognuno è responsabile del proprio destino. "Poiché, seguendo il principio ciceroniano, ognuno è artefice del proprio destino, credo che possiamo influenzarlo attraverso impegno, dedizione e servizio civile. Dobbiamo mettere tutta la nostra volontà nel desiderio di costruire una società migliore," ha affermato con convinzione.

Uno degli argomenti principali delle sue dichiarazioni riguarda il disagio giovanile. Limone ha fortemente condannato la violenza contro i giovani, soprattutto quelli già vittime di abusi. "Attaccare alle spalle e colpire un giovane indifeso sono atti di una straordinaria e inaccettabile ferocia," ha dichiarato, sottolineando la necessità di combattere la violenza nelle nuove generazioni.

Tuttavia, Limone crede anche che sia fondamentale esaminare chi promuove questa violenza, poiché ritiene che sia un problema sociale che richiede una seria riflessione. "La giustizia civile e sociale deve essere ripristinata, insieme a un maggiore rispetto per gli individui, specialmente per coloro che sono più vulnerabili," ha sottolineato.

Don Vitaliano: "Ognuno, con la propria esperienza, può contribuire a trovare una soluzione"

Don Vitaliano, infine, ha iniziato la sua riflessione affermando: "Negli ultimi decenni, l'autorità è stata messa in discussione. È importante notare che in passato, alcuni genitori a volte ricorrevano alla violenza nei confronti dei propri figli, il che è chiaramente inaccettabile. Tuttavia, siamo passati dall'eccesso di allora all'eccesso attuale, dove gli insegnanti possono essere oggetto di violenza da parte degli studenti e dei loro genitori. Questo indica che qualcosa non ha funzionato nella costruzione della società attuale. È quindi importante affrontare questa situazione senza drammi e senza ricorrere a censure o a un'autorità forte che risolva i problemi. Dobbiamo invece riflettere, come stiamo facendo questa sera e in molti altri luoghi, riconoscere gli errori commessi e studiare soluzioni possibili per affrontare questo problema. Nessuno ha una bacchetta magica, ma ognuno, con la propria esperienza, può contribuire a trovare una soluzione, specialmente quando si tratta di giovani, in particolare adolescenti."

Le sue parole riflettono la necessità di un approccio aperto e costruttivo alla questione dell'autorità, evidenziando la responsabilità collettiva di affrontare i problemi anziché puntare il dito. "Don Vitaliano ha continuato sottolineando l'importanza dell'ascolto nei rapporti tra adulti e giovani. Ha detto: "La prima cosa che mi viene da dire è ascoltare. Gli adulti spesso peccano nell'essere autoritari e nell'autoconvincersi di avere sempre ragione, a scapito delle opinioni altrui, comprese quelle dei giovani. Dovremmo invece avere l'umiltà di ascoltare i ragazzi, anche quando le loro opinioni possono sembrare difficili da comprendere o condividere. Non dovremmo giudicare in modo precipitoso."

Questo richiamo all'ascolto attivo come fondamentale per costruire relazioni più sane e comprensive tra le generazioni è un messaggio potente. Infine, Don Vitaliano ha affrontato la questione dell'impatto dei dispositivi mobili e dell'intelligenza artificiale sulla gioventù odierna. Ha sottolineato: "Ho spesso sentito dire che i dispositivi mobili hanno rovinato i giovani. Tuttavia, nel passato, si facevano simili affermazioni riguardo alla televisione e addirittura ai libri nell'Ottocento. Invece di cercare colpevoli, dovremmo insegnare ai ragazzi come utilizzare i dispositivi mobili e sfruttare al meglio i mezzi che il progresso ci mette a disposizione. In futuro, l'intelligenza artificiale sarà onnipresente, e censurarla o criticarla in modo generico non serve a nulla. Dovremmo invece imparare ad usarla e insegnare alle nuove generazioni come farlo, in modo da evitare potenziali problemi."

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