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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Frenata dei ricoveri, il 60% sono no vax: i dati degli ospedali sentinella della Fiaso

Un paziente su 3 si scopre positivo nei controlli pre interventi

La frenata nelle ospedalizzazioni più evidente degli ultimi tre mesi: sono incoraggianti i dati che arrivano dagli ospedali sentinella di Federazione italiana delle aziende ospedaliere. Nella settimana 11-18 gennaio l’incremento era stato del 7,1% e tra il 4-11 gennaio la crescita era stata del 32%: nell'ultima settimana si registra invece un aumento lievissimo dello 0,4%.

Secondo la rilevazione del 25 gennaio la curva dei ricoveri si sta raffreddando ma è possibile individuare una differenza tra due categorie di pazienti: diminuiscono del 2,5% i pazienti “per Covid”, ovvero coloro che hanno sviluppato la malattia da Covid e presentano sintomi respiratori e polmonari, mentre aumentano del 6,7% i pazienti “con Covid”, cioè positivi al virus ma in ospedale per la cura di altre patologie.

Il report dei 20 ospedali aderenti alla rete Fiaso evidenza, inoltre, un andamento differente tra ricoveri nei reparti ordinari e nelle terapie intensive: da un lato crescono dell’1,4% le degenze nei reparti ordinari (proprio a causa di pazienti positivi ma con altre patologie), dall’altro diminuiscono dell’8% le presenze nelle rianimazioni.

Covid, chi finisce in terapia intensiva

In una settimana nei reparti intensivi negli ospedali sentinella Fiaso i ricoveri sono diminuiti dell’8% segnando per la prima volta in tre mesi una importante inversione di tendenza. In Rianimazione la stragrande maggioranza dei pazienti è costituita da soggetti con gravi sindromi respiratorie e polmonari che hanno sviluppato la malattia da Covid. La quota di degenti positivi al virus ma ricoverati per altre patologie (infarti, ictus, emorragie) è piuttosto residuale, pari all’8%. Tra coloro che sono ricoverati “per Covid” i no vax sono il 60% del totale e tra i vaccinati in terapia intensiva comunque il 72% non aveva ancora fatto la terza dose.

Un paziente su 3 si scopre positivo nei controlli pre interventi

Nei reparti ordinari di Malattie infettive e Medicina Interna Covid la percentuale di pazienti positivi al virus Sars-Cov-2 ma in cura per altre patologie (cardiologiche, ortopediche, urologiche, neurologiche, internistiche) è del 35%: un paziente su tre, come già evidenziato dagli studi Fiaso, scopre incidentalmente di avere l’infezione al momento del tampone pre-ricovero e viene dunque ricoverato in area Covid ma per assistenza specialistica di altro tipo. 

“L’andamento differente dei ricoveri tra pazienti “per Covid” e “con Covid” ci dice che bisogna cominciare a concepire la gestione delle infezioni da Sars-Cov-2 su due piani: da un lato, i pazienti che richiedono l’isolamento e percorsi dedicati ma non hanno bisogno di competenze specialistiche per la cura del Covid, perché hanno altre patologie; dall’altro i malati, per lo più no vax, che hanno sviluppato la patologia Covid e necessitano di trattamento pneumologico, infettivologico o rianimatorio. Occorre ripensare il paradigma assistenziale e accelerare sulla realizzazione di strutture multispecialistiche per l’assistenza di pazienti positivi con altre malattie. Molte aziende si sono già organizzate con reparti dedicati a degenze ortopediche, oncologiche, neurologiche e chirurgiche di persone con infezione. Quella del virus è una realtà con cui sarà necessario convivere per molto tempo, quindi ritengo sia indispensabile affrontare strutturalmente il problema in vista di una eventuale recrudescenza in autunno”, commenta il Presidente Fiaso, Giovanni Migliore. “La stabilizzazione dell’andamento dei ricoveri, a cui verosimilmente seguirà una discesa della curva, consentirà di alleggerire la pressione sugli ospedali e di concentrarci sul recupero della prestazioni sospese o rinviate”, prosegue Migliore.

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