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Sabato, 21 Maggio 2022
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Dress code al Tribunale di Avellino: Codacons contro il CPO dell'Ordine degli Avvocati

"Le affermazioni del Cpo lasciano esterrefatti, e sembrano riportare l’Italia indietro nel tempo al regime fascista, quando si impediva la libertà di stampa e di espressione"

Durissimo il Codacons contro il CPO dell'Ordine degli Avvocati di Avellino che ieri, in una poco comprensibile nota, ha attaccato l’associazione per la provocazione lanciata sul caso del “dress-code” imposto dal Tribunale di Avellino.

Le affermazioni del Cpo lasciano esterrefatti, e sembrano riportare l’Italia indietro nel tempo al regime fascista, quando si impediva la libertà di stampa e di espressione – spiega il Codacons – L’Ordine degli avvocati non ha nemmeno capito che la nostra era una mera provocazione, legata al fatto che il decreto del Tribunale di Avellino facesse riferimento solo a capi di abbigliamento maschili, senza nulla dire circa l’abbigliamento delle donne che frequentano le aule giudiziarie.

Ma la affermazioni del Cpo sono esse stesse sessiste e discriminatorie, perché sembrano non considerare le donne al pari degli uomini, ritenendole non soggette a possibili indicazioni sul fronte del decoro, in un momento in cui in Italia si combatte proprio per ottenere la parità tra i sessi.

E che il CPO dell'Ordine degli Avvocati di Avellino abbia una idea distorta della donna, lo si capisce chiaramente attraverso il riferimento al calendario del Codacons contenuto nella sua nota, scatti artistici sulla bellezza femminile che, agli occhi distorti del Cpo, diventano quasi pornografia, con un ritorno ai tempi bui dell’Inquisizione che fa orrore – conclude l’associazione

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