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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Crisi del comparto riabilitativo, Polizzi (ASPAT): "Assenza e immobilismo da parte dell'Asl di Avellino"

Si rivendica la stabilizzazione del comparto per evitare che le strutture riabilitative private, accreditate della ASL Avellino, non siano più in grado di pagare gli stipendi al personale e agli operatori con conseguente allungamento delle liste d'attesa per i cittadini

E' stato proclamato questa mattina, con una conferenza pubblica presso l'Hotel de la Ville di Avellino, lo stato di crisi del comparto riabilitativo avellinese ed irpino allo scopo di rivendicare stabilità e una risoluzione urgente del grave quadro attuale.

ASPAT Campania proclama stato di crisi del comparto riabilitativo irpino

Polizzi: "Situazione inaudita che dura da oltre 18 mesi"

"Tale condizione è dovuta all'immobilismo perdurante, ormai da oltre 18 mesi, che ha totalmente messo in default le nostre aziende. Non siamo più amministrati e controllati" afferma Pier Paolo Polizzi, Presidente dell'ASPAT Campania.

Tra le ragioni della mobilitazione delle imprese sanitarie, rappresentate da ASPAT, ci sono la totale carenza dei compiti previsti in capo all’istituito Tavolo Tecnico Paritetico Aziendale della Macroarea, la sospensione da settembre scorso dei pagamenti delle prestazioni erogate ed in corso di erogazione e l'interruzione dell'attività amministrativa e contabile.

"Denunciamo la mancanza di una gestione economica. L'Asl dovrebbe versare dei soldi ai centri privati accreditati, che hanno già erogato le prestazioni nell'anno 2020-2021 - sottolinea Angelo Mazzeo, referente provinciale dell’Aspat Campania - mancando questa concertazione per chiudere i conteggi, si crea un disservizio alle aziende, che non hanno i soldi per pagare gli stipendi. Quindi, chiediamo un tavolo tecnico per chiudere le doglianze del 2020. In questo modo, il sistema accreditato privato ripartirà ma resta una domanda. Il sistema pubblico aiuterà il sistema privato ad ottemperare al reale fabbisogno?".

Le conseguenze della crisi del comparto

"Il problema implode su due livelli - spiega il Presidente dell'ASPAT Campania - il primo è quello occupazionale perchè, a breve, non potremo più pagare le stipendialità, gli oneri sociali ed i contributi. Il secondo livello riguarda l'assistenza ai cittadini. Dovremo bloccare le prese in carico degli assistiti e, dunque, ci sarà la crescita dei tempi di attesa dei cittadini. La nostra è un'attività contrattualizzata, infatti, la recriminazione odierna è proprio la carenza di una regolamentazione del contratto. Su base annua, gestiamo oltre 340 mila prestazioni specialistiche di riabilitazione, nei vari setting assistenziali. Se questa attività verrà meno, avremo un impatto su migliaia di assistiti".

"Temiamo che questa situazione comporti un disservizio enorme per i cittadini - afferma Antonio Lonardo, Coordinatore del Tribunale dei Diritti del Malato di Cittadinanzattiva Avellino - la riabilitazione è importantissima e non si può interrompere. Scriveremo al Prefetto per chiedere un intervento di coordinamento. Questa questione penalizza anche le società sportive che si rivolgono al comparto riabilitativo per gli infortuni". 

Polizzi: "Diniego e assenza da parte dell'Asl di Avellino"

Con la mobilitazione si chiede, dunque, un intervento urgente per evitare che le strutture riabilitative private accreditate dell' Asl di Avellino non siano più in grado di pagare gli stipendi al personale e agli operatori e siano obbligate ad avviare, presso la Camera del Lavoro, le relative procedure di mobilità. Di conseguenza, si incorrerebbe nell'impossibilità di garantire la continuità assistenziale ai cittadini, con ulteriore allungamento delle liste di attesa.

"Una situazione inaudita, mai occorsa in questo territorio" sottolinea il Presidente dell'ASPAT Campania. "La dott.ssa Maria Morgante, direttore generale dell'Asl di Avellino, è la responsabile di queste politiche aziendali di diniego e assenza. Se questo atteggiamento persisterà, saremo costretti a rivolgerci al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca". 

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