A casa fino al 3 maggio poi si uscirà: si valuta di riaprire le librerie

Dopo Pasqua potrebbe esserci qualche ampliamento dei codici Ateco

"Non ci sono ora le condizioni per ripartire"  ammette il Premier Giuseppe Conte nella videoconferenza con sindacati e imprese. Nel nuovo decreto il Governo estenderà il lockdown almeno fino al 3 maggio concedendo solo aperture 'mirate' per qualche attività produttiva considerata a basso rischio, quindi sempre dietro la garanzia di riuscire a garantire i protocolli di sicurezza per i lavoratori.

Secondo quanto riporta il Sole 24 ore nella mappa commissionata da Palazzo Chigi all’Inail e al comitato tecnico-scientifico, che specificherà le adeguate misure di protezione e di distanziamento sociale per ognuno dei tre livelli di pericolo individuati, sarebbero classificati a basso rischio i comparti della fornitura di energia, il commercio all’ingrosso, le attività finanziarie e assicurative, il trasporto e magazzinaggio. Tuttavia le valutazioni sono ancora in corso. Il nuovo Dpcm sarà pronto per sabato 11 aprile. 

I settori più a rischio

In vista della Fase 2, uno studio dell’Inapp evidenzia che le figure professionali più a rischio, perché esposte al contatto interpersonale si trovano nel settore sanitario, nell’istruzione pre-scolastica e asili nido. Mentre nell’agricoltura il livello dell’indice di prossimità fisica è basso.

Cartolibrerie aperte

Dopo Pasqua il premier potrebbe valutare qualche mirato ampliamento dei codici Ateco esclusi dalle restrizioni ma «cum grano salis». E nel corso della riunione di ieri è stato citato l'esempio delle cartolibrerie; potrà riaprire qualche produzione legata alla filiera agroalimentare (tipo le aziende di domopak o di ruote dei carrelli) o sanitaria. Via libera alla cura dei boschi per garantire la salute del territorio, i boscaioli sono tra le categorie meno a rischio indicate dal professor Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità. Sostenitore della tesi che la fase due debba essere nazionale e non regionale. 

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Rapporto Cts

Il rapporto del Cts segnala il livello di rischio basso, medio o alto per le diverse attività. Alto per ristoranti, bar, dentisti, parrucchieri, personale scolastico e le attività che comportano un rischio di prossimità fisica. Lavori con indice medio di pericolosità, quelli in uffici; e le fabbriche, dove andrà garantita l’applicazione dei protocolli di sicurezza. Le attività con indice di pericolosità più basso sono invece quelle legali, di contabilità e assicurative, la fabbricazione di mobili, le attività immobiliari, le consulenze aziendali, la riparazione di materiale elettronico e per la casa, l’industria delle bevande e le coltivazioni.

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