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Carnevale a Montoro, un FLOP da 65.000 euro

La nota

Esprimere considerazioni e riportare opinioni politiche su temi, comunque avvertiti nella vita della Comunità, è un atto sofferto, poco voluto e sospinto dalla responsabilità del ruolo di rappresentanza.
Ci sono altre preoccupazioni alle quali rispondere.
C'è la paura di un'epidemia che serpeggia maledetta nella vita di ognuno di noi e di tutte le famiglie. L'affronteremo tutti insieme con la massima solidarietà e l'impegno delle istituzioni.
Il Carnevale ci aiuta ad un momento di serenità e ad esprimere molto più di un' opinione al riguardo. Quest'anno è stato un clamoroso FLOP. La misura di questo arretramento la rileviamo nella volontà protervia di cambiare ad ogni costo, di fare cose diverse, di mettere il proprio marchio politico amministrativo. Questo non è passato. Il problema che si deve porre un'Amministrazione è la ricaduta sulla Comunità di una straordinaria iniziativa.
Il punto non è il rispetto della tradizione, cosa buona e giusta, o l'inserimento dei carri, cosa altrettanto attrattiva.
Il punto è che da oltre un ventennio si è fatto e si è consolidato il nostro Comune come luogo di ospitalità del GRAN CARNEVALE IRPINO.
C'erano tutte le condizioni per intensificare questo concetto. Se un'Amministrazione fa altro si degrada al rango di associazione locale. La tradizione viene già egregiamente sostenuta da associazioni frazionali che vivono da sempre il sapore e l'amore del Carnevale e nessuno pensa di scanfirla.

Altre forme di attrattività vanno bene perché creano dinamismo, presenze ed utile ricaduta nella vita della Comunità. La volontà protervia di inserire elementi di professionalità nella lettura della manifestazione ha snaturato il senso e la storicità del Carnevale montorese, elevatosi negli anni a Gran Carnevale IRPINO e che ha visto l'attenzione ampia del livello provinciale e regionale. Un grazie alle Pro Loco ed alle associazioni frazionali per l'impegno ma l'opera politica che voleva essere ambiziosa si è dimostrata estranea e fallimentare. Ritorniamo alle nostre sane e bellissime aspettative di vero rilancio del nostro Comune in un ampio contesto di sviluppo partendo dalla storicità di quanto costruito negli anni. Intanto si è sprecata un'altra opportunità, con una spesa molto elevata che non ha portato giovamento al pubblico interesse della COMUNITÀ.
ADESSO più impegnati di sempre sulle preoccupazioni di questa epidemia, con senso di responsabilità e disponibilità al massimo contributo possibile.

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