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In Campania risalgono i contagi, ma l'indice rt resta da zona gialla

Oggi l'ordinanza del ministro Speranza che porterà i territori nelle aree a maggiori restrizioni dall'11 gennaio

Attesa oggi la cabina di regia nazionale che affianca il ministero della Salute per analizzare e aggiornare i dati epidemiologici delle regioni. Dopo il nuovo decreto del Consiglio dei Ministri sono stati rivalutati i parametri dell’indice di infettività Rt che se collocato sotto a 1 garantirà la permanenza in zona gialla, da 1 a 1,25 segnerà il passaggio in area arancione e sopra questo tetto farà scattare la zona rossa e quindi il lockdown. 

La Campania, nonostante una leggera risalita dei contagi, anche da metà mese dovrebbe avere ancora le carte in regola per restare in zona gialla. Mentre sembrano peggiorare e rischiare la zona arancione o rossa almeno 12 regioni. 

Le regioni a rischio zona rossa o arancione 

Secondo Repubblica ci sono molte regioni che rischiano il rosso invece dell'arancione a partire da lunedì 11 gennaio. Le dieci Regioni che la scorsa settimana avevano un Rt sopra lo 0,9, visto che tutti stanno peggiorando, rischiano di entrare in arancione. Si tratta di Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Veneto. Anche Molise ed Umbria, secondo il quotidiano, potrebbero spostarsi di zona. La zona rossa invece la rischiano Veneto, Marche e Liguria. Ma soprattutto, secondo il quotidiano nel Dpcm del 15 gennaio potrebbe essere rinnovato il sistema della zona gialla rafforzata adottata in questi giorni.

L'Agenas, l'agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ieri ha fatto sapere che 9 regioni hanno superato la soglia di allerta (30%) per i posti occupati in terapia intensiva (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Bolzano, Trento, Puglia, Veneto) e sempre 9 sono quelle in cui invece è stata superata la soglia d'allerta del 40% dei posti nei reparti ospedalieri (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Bolzano, Trento, Veneto). Numeri aggiornati al 6 gennaio, ai quali si somma un altro dato fondamentale, quello relativo all'incidenza dei casi sul totale della popolazione. L'ultimo dato disponibile indica un'incidenza di 135 su 100mila abitanti ed è relativo al 29 dicembre ma, dice la stessa cabina di regia, "potrebbe essere sottostimato per il basso numero di tamponi effettuati nei giorni festivi". E, in ogni caso, è ben lontano da quei 50 casi ogni 100mila abitanti che sono la soglia limite per il ripristino del contact tracing.

Il bollettino delle ultime 24 ore in Campania 

La Campania, quindi, almeno fino al 15 gennaio, resterà in zona gialla nonostante un leggero aumento della percentuale tamponi -positivi. Secondo quanto rende noto l'Unità di crisi della Regione Campania, nelle ultime 24 ore sono 1.052 i casi positivi al Covid - 115 sintomatici - su 11.930 tamponi esaminati. La percentuale è dunque pari al 8,81%, ieri era 7.93%.

  • 39 le persone decedute: 8 nelle ultime 48 ore e 31 deceduti in precedenza ma registrati ieri. 997 le persone guarite.
  • Questo, invece, il report posti letto su base regionale: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656;
  • Posti letto di terapia intensiva occupati: 96;
  • Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (Posti letto Covid e Offerta privata);
  • Posti letto di degenza occupati: 1.385.

La posizione di De Luca 

Il presidente della Regione Vincenzo De Luca intenderebbe rinunciare a ordinanze più restrittive e seguire. Dunque saranno applicate le disposizioni nazionali e qualora scattasse la zona gialla, da lunedì sarà consentito muoversi all'interno dei confini regionali e andare a ristorante. 

Indice Rt in Campania 

Come scrive Il Mattino, la Campania, da un punto di vista dei dati epidemiologici, alla luce dell’ultimo monitoraggio nazionale di fine dicembre, continua ad avere un indice Rt inferiore a 1, attestato a 0.78 il 29 dicembre (era 0.65 il 22 dello scorso mese e 0,59 a metà dicembre). L’ultima classe di rischio attribuita alla Campania continua ad essere dunque bassa sebbene il trend epidemico misurato con la percentuale di positività al tampone, stabilmente ancorato all’8 per cento registrato dallo scorso Natale, dal primo gennaio ha iniziato a salire per raggiungere l’11 per cento il 4 gennaio e poi ridiscendere nuovamente.A questo andamento altalenante è corrisposto un certo aumento anche dell’indice Rt salito prima a 0,8, poi a 0,9 arrivando, negli ultimi giorni, a sfiorare quota 1. 

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