Salta l'accordo con l'Asl per i diritti dei lavoratori, proclamato lo stato di agitazione

Le organizzazioni sindacali chiedono la procedura conciliativa al prefetto Spena

Le scriventi Organizzazioni Sindacali rappresentative del comparto della Sanità Pubblica, premesso che:
- con accordo sindacale in delegazione decentrata del 20 maggio 2019, confermato nella seduta della 
decentrata del 26 novembre 2019, si concordava, congiuntamente (parte pubblica e privata), di 
attribuire la fascia economica ai dipendenti aventi diritto dell’ASL di Avellino, nella misura dell’80% -
decorrenza 1° gennaio 2019 ed il restante 20% - decorrenza 1° gennaio 2020;
- l’Azienda con le Deliberazioni n. 1746 e n. 1800 del 30/12/2019, la prima di pubblicazione del bando 
e la seconda di approvazione della graduatoria, in modo arbitrario ed unilaterale ha recepito 
un’interpretazione della Ragioneria Generale dello Stato del tutto ininfluente e non facendo alcuna 
giurisprudenza, e quindi ridotto la percentuale di attribuzione delle fasce riferita all’anno 2019.
Tenuto conto che in data 16/12/2019 le Segreterie Nazionali di CGIL, CISL e UIL hanno proceduto con diffida 
formale nei confronti del MEF e Funzione Pubblica, chiarendo che le amministrazioni pubbliche hanno il 
dovere di riconoscere le Progressioni Economiche, dovendo seguire come unico ed inderogabile parametro 
di riferimento quello fornito “dai contratti collettivi nazionali ed integrativi di lavoro”.
Pertanto le scriventi OO.SS. proclamano lo stato di agitazione, motivato dall’infruttuoso incontro tra le parti 
tenutosi in data 9 luglio 2020, dove non si è raggiunto l’atteso accordo sui “Fondi Comparto anno 2019 –
Proposta Accordo su applicazione art. 80 e 81 CCNL 21/05/2018 Comparto Sanità” e anche in considerazione 
che, ancora una volta, tutti i dipendenti vengono penalizzati per la mancata attribuzione, da oltre 10 anni, 
della fascia economica nonostante ad oggi siano superate le difficoltà che ne impedivano il riconoscimento.
Si richiede pertanto a S.E. il Prefetto, l‘esperimento della procedura conciliativa prevista dalla legge n. 
146/1990, mediante convocazione prevista dall’art. 2 della richiamata Legge.

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