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L'Associazione Nazionale Navigator scrive al Ministro Orlando: "È ora di prendere una decisione seria"

La lettera aperta dell'Associazione Nazionale Navigator al Ministro del Lavoro Andrea Orlando

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al Ministro del Lavoro Andrea Orlando dall'Associazione Nazionale Navigator.

Egregio Ministro,

la notizia che a partire dal 1° agosto un terzo dei collaboratori italiani di Anpal Servizi - ben 538 su circa 1600 - non proseguirà la propria esperienza lavorativa costituisce a nostro giudizio una decimazione annunciata. Da oltre un anno chiediamo, con il sostegno delle organizzazioni sindacali che ci rappresentano, che la vertenza sia nazionale, ben consapevoli dell’altissima probabilità che quanto già accaduto per la Regione Val d’Aosta nel dicembre 2021, possa ripetersi in altre Regioni, circostanza della quale oggi - con estremo disappunto, ma nessuna sorpresa - prendiamo atto.

Analogamente riscontriamo quanto più volte ribadito da tutte le Regioni italiane, singolarmente ed unitariamente in sede di Conferenza – ultima in ordine di tempo quella tenutasi il 21 giugno u.s.- che è “responsabilità propria dell’amministrazione centrale di individuare una soluzione normativa uniforme per tutti i collaboratori”. Ad ulteriore conferma della posizione critica nel metodo e nel merito espressa dalle stesse ci preme sottolineare, come già fatto più volte, che: - nella quasi totalità delle procedure concorsuali espletate o ad oggi in fase di espletamento, non è stato previsto alcun riconoscimento specifico dell’esperienza maturata in questi anni dai Navigator; - solo in taluni casi le selezioni hanno riguardato profili affini e solo se presenti nei repertori regionali delle professioni; - la quasi totalità del personale reclutato è o sarà chiamato a svolgere attività di tipo amministrativo. Giova, a tal fine, ricordare che abbiamo già superato una selezione pubblica di contenuto analogo a quello di molti concorsi che si sono espletati e mediante i quali si è dato luogo ad assunzione a tempo indeterminato.

È, quindi, ragionevole aspettarsi che alla data del 31 ottobre p.v. quanto già accaduto in Veneto, Lombardia, Piemonte, Umbria e Campania - in assenza di tempestivi ed adeguati provvedimenti - si ripeta in tutto il Paese e che a pagarne il prezzo più alto siano, ancora una volta, cittadini e lavoratori.

Sconcerta constatare che, a dispetto delle Sue innumerevoli pubbliche dichiarazioni in merito alla necessità di contrastare efficacemente la disoccupazione ed il precariato, di rilanciare le politiche attive del lavoro e di combattere le diseguaglianze, il Piano di potenziamento dei centri per l’impiego, varato nel lontano 2019, sia fermo al 30% della sua effettiva realizzazione (3.440 unità a fronte delle 11.600 previste) - senza che ad oggi ciò abbia prodotto alcun effetto significativo, anche perché finora si sono coperti a malapena i pensionamenti e le progressioni.

Tragicamente esemplificativo a riguardo è il caso della Campania, Regione che, come a Lei è sicuramente noto, non soltanto presenta tassi di disoccupazione tra i più alti in Europa ed il maggior numero di beneficiari del Reddito di Cittadinanza, ma che - ben lungi dall’aver provveduto al completamento del piano di potenziamento dei centri per l’impiego - delle 1840 unità aggiuntive di personale previste dal suddetto piano ha di fatto espletato un unico concorso per 641 posti, peraltro nemmeno coperti completamente dalle nuove assunzioni.

In Campania, dal 1°giugno al 31 luglio, i collaboratori di Anpal Servizi sono assunti con un contratto contenente una clausola sospensiva, che ne sospende appunto l’efficacia per una presunta indisponibilità della Regione - di cui ad oggi non risultano comunicazioni formali - e che li priva di fatto della retribuzione e del diritto ad accedere all’indennità di disoccupazione che spetterebbe loro in virtù del lavoro svolto fino ad oggi. Tale circostanza, verificatasi in spregio a quanto disposto con decreto legislativo n. 50/2022 all’articolo 34 e di un’intesa vigente fino al 31/12/2022 sottoscritta tra Regione Campania ed Anpal Servizi - che conferisce a quest’ultima totale autonomia sul personale da destinare all’assistenza tecnica dei centri per l’impiego - permane nel più assordante silenzio istituzionale.

Se, dunque, è più che legittimo dubitare che entro l’anno il sistema dei servizi pubblici per il lavoro disponga delle risorse umane sufficienti a  garantire il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni su tutto il territorio nazionale ed a realizzare gli obiettivi previsti da programmi ambiziosi quali Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (GOL) , come Associazione Nazionale Navigator, in ogni circostanza ed in tutte le sedi in cui siamo stati accolti  - anche in Parlamento con ben due audizioni alla Camera e al Senato - abbiamo sottolineato, e lo ribadiamo adesso, la necessità di una regia centrale dotata di personale e strumenti adeguati alla realizzazione di compiti che la Costituzione attribuisce al Ministero da Lei guidato. 

Al termine dell’ultimo incontro con le organizzazioni sindacali del 27 aprile u.s. ci fu riferito che all’indomani della pubblicazione del decreto legislativo contenente il provvedimento di ricontrattualizzazione per una durata di due mesi + tre  - “Nelle more del completo espletamento delle procedure di selezione e di assunzione delle unità di personale da destinare ai centri per l'impiego” - sarebbero stati avviati dei tavoli tecnici per la definizione  di percorsi atti a garantire, sia pure con modalità differenziate, l’impiego di tutti i collaboratori di Anpal Servizi attualmente preposti all’assistenza tecnica ai centri per l’impiego. Di tali tavoli tecnici, benché più volte richiesti, ad oggi non si ha alcuna notizia. 

Egregio Ministro, Le chiediamo fermamente come intende procedere?

È consentito aspettarsi che le professionalità di circa 1600 persone (laureate, formate e con un’esperienza di circa tre anni di attività nel campo) possano continuare ad operare al servizio della collettività in un momento così delicato per il nostro Paese?

È legittimo richiedere che un Suo intervento ponga fine alla palese discriminazione di cui sono oggetto i collaboratori di Anpal Servizi in Veneto, Lombardia, Piemonte, Umbria e, in particolare, in Campania?

Considerata la delicata situazione in cui versiamo, siamo a conoscenza che molti colleghi sono pronti a far valere i propri diritti presso altre sedi, pertanto auspichiamo che Lei possa convocare, al più presto, il tavolo tecnico promessoci più volte, ancora sperando in una bonaria soluzione governativa unica centrale e definitiva per tutti noi.

Restiamo fiduciosi che un Ministro del Lavoro non voglia e non possa permettere che ad alimentare lo stesso precariato che afferma di voler contrastare con vigore sia l'Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro che da lui dipende, con la sacca di precariato pubblico più grande d’Italia?

Vogliamo continuare a credere come cittadini e lavoratori che le ingenti risorse destinate ad incidere significativamente sulle profonde diseguaglianze che connotano da decenni il nostro Paese siano effettivamente ed utilmente impiegate a tale scopo e che Lei ed il Governo di cui fa parte dia seguito con atti concreti a quella volontà che tanto proclama e la Costituzione Le impone.

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