Alto Calore, lo scontro politico prende il sopravvento sull'interesse pubblico

Il tavolo di ieri in Provincia si è rivelato solo un momento di scontro tra Governo e Regione

Ancora in bilico il futuro di Alto Calore che si ritrova oggetto di uno scontro politico. Nella riunione di ieri in Provincia, infatti, più che trovare un punto d’incontro, i protagonisti hanno evidenziato i punti di scontro. Da una parte c’è il Governo, nella persona del Sottosegretario pentastellato Sibilia, dall’altra c’è la Regione, nella persona del Vicepresidente “Dem” Fulvio Bonavitacola. E al centro? Al centro c’è la società e le sue sorti, con l’amministratore Michelangelo Ciarcia pronto (anche senza appoggi) a rivolgersi alla Cassa Depositi e Prestiti per risanare il maxi debito di circa 140 milioni di euro.

L’obiettivo di Ciarcia è rianimare la società con un prestito di circa 50 milioni, con ammodernamenti delle reti da rendere più efficienti, ma anche con un piano di risparmio sulla forza lavoro, grazie a pensionamenti anticipati. Il piano, come detto, però, ha diviso ampiamente, tanto da costringere il Presidente Biancardi a rimandare il tavolo a dopo Pasqua, con la speranza che il riposo delle vacanze possa tranquillizzare gli animi. L’idea di Ciarcia, in particolare, fa storcere il naso a Sibilia, che ha chiesto più elementi di discontinuità con la precedente gestione della società. La soluzione proposta? Il commissariamento.

L’idea grillina ha scatenato “l’ira funesta” di Bonavitacola, ma anche di Ciarcia, che si aspettava un appoggio istituzionale maggiore nella richiesta del prestito. Tra gli scontenti (per l’andamento in generale dei lavori) anche i sindacati e il Comitato ABC che vedono seriamente compromesso l’interesse pubblico (a favore dello scontro politico) e che si dicono sempre più preoccupati per la possibilità di veder finire tutto nelle mani di privati. E il Comune? In tutto questo il Comune, al tavolo rappresentato dal Subcommissario Ricciardi, gioca un po’ la parte di Pilato (tanto per restare in tema pasquale), lasciando la patata bollente agli altri. Infatti, il maggiore azionista di Alto Calore ha fatto sapere che se si dovesse ritornare all’idea di un aumento di capitale, non potrebbe garantire i 5 milioni di quota.

In sintesi, sembra proprio che lo scontro politico abbia preso il sopravvento con Sibilia che ha dichiarato: “Non ci sono elementi granitici per richiedere il prestito, bisogna mettere in campo elementi di discontinuità. Il vero elemento di discontinuità sarebbe il commissariamento, spero che i sindaci si riuniscano e trovino la persona adatta per gestire l’ente”. Dura la replica di Bonavitacola: “Non capisco cosa significa la discontinuità chiesta dal Sottosegretario. Il piano che abbiamo di fronte, a mio avviso, è serio. Verifichiamo se è possibile accedere al prestito. La Regione ce la sta mettendo tutta, per noi è una questione non solo finanziaria, ma anche etica e morale”.

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