Venerdì, 17 Settembre 2021
Attualità

Alto Calore, la Rsu: "Non sia occasione per privatizzare bene comune"

La nota ufficiale

"I referenti della rsu di Alto Calore Servizi spa vogliono esprimere il proprio sconforto rispetto al tragico scenario calato sull'ente. Si resta sconcertati di fronte ad una decisione così dirompente che potrebbe produrre effetti devastanti sul patrimonio idrico e pubblico dei Comuni soci di Acs e dell’Ente Provincia di Avellino". In una nota stampa i referenti sindacali dell'ente Vito Guerriero, Antonio  Pirone, Ruggiero Pasqualino, Antonio Mauriello,  Faustino Puzo, Francesco Capuano, Massimo Sapia commentano il rischio fallimento per l'ente idrico . "Rispettiamo il percorso intrapreso dalla Procura della Repubblica di Avellino, la mole di debiti della Partecipata di Corso Europa  non è una novità, cosi come i crediti vantati dagli utenti morosi, ma questa situazione non deve rappresentare una possibilità per privatizzare la gestione idrica nel territorio Irpinia/Sannio. In un momento dove si iniziavano a vedere indicatori positivi, frutto di un lavoro svolto negli ultimi due anni, arriva una doccia fredda che  gela anni di lavoro ed un continuo impegno da parte delle maestranze. Nonostante i danni arrecati dalla pandemia, che hanno distrutto aziende piu’ blasonate, il 2021 per l’Alto Calore ha riscontrato diverse note positive. Nonostante la drastica riduzione degli incassi, conseguenza della  Pandemia, in ACS si iniziava a respirare un’aria più agevole, l’Azienda è riuscita a riconquistare una credibilità verso le  banche ed i fornitori, si è riappropriata della propria dignità, i primi progetti, finanziati dalla Regione Campania, sono in via di esecuzione,  e si è riscontrato l’aumento del fatturato nel primo semestre del 2021, garantendo un ulteriore aumento nel secondo semestre. Sia l’EIC che la Regione Campania si erano anche espressi sulla natura pubblica della gestione idrica nel nostro territorio dando una seria opportunità all’Azienda Alto Calore Servizi di essere candidata come Gestore Unico. Si è fiduciosi nel lavoro delle Autorità Giudiziarie ma non bisogna abbassare la guardia, si deve avere la consapevolezza che gli avvoltoi si sono alzati in volo e sorvolano il territorio. La soluzione del privato non rappresenta alcuna guarigione, qualunque soggetto volesse prendere il posto di ACS troverebbe un sistema acquedottistico di proprietà della Regione e dei Comuni è fortemente compromesso in quanto immetti 100 di portata idrica e ne fatturi appena 25 per perdite di vario genere delle reti gestite, e certamente non sarà il soggetto privato ad accollarsi le spese per ridurre le perdite idriche.Nonostante tale condizione di rete l’Alto Calore ha dato da bere a 126 Comuni divisi in due Province.Giusto per ricordarlo a qualcuno che sponsorizza l’acqua pubblica e poi sposa il fallimento di un’azienda con capitale interamente pubblico. Lo scenario per il patrimonio pubblico è devastante! La RSU non starà ad ascoltare l’ipocrisia delle persone che attualmente sono saliti sul carro dei “L’avevamo detto”,  probabilmente sarebbe stato più corretto salire sul carro di quelli che avrebbero fatto qualcosa per salvare la gestione idrica . La risorsa idrica che nasce nel territorio Irpino  e in parte in quello Sannita va rispettata e tutelata, e non deve essere   un’ opportunità per chi vuole fare affari impadronendosi della gestione idrica, ma deve essere una possibilità per gli amministratori di questa provincia di difendere il territorio e rivalutare le risorse interne. La RSU aziendale  insieme a tutti i dipendenti di ACS, è pronta a difendere l’azienda, i livelli occupazionali, le famiglie dei lavoratori ed il territorio in tutte le forme possibili e in tutte le sedi opportune, lo sciacallaggio si tenga a distanza. Ci aspettiamo che si comprenda - concludono i referenti - che si comprenda l'interesse pubblico della gestione idrica di questo territorio nella crisi appena aperta".  

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