Sapore d'Irpinia

Sapore d'Irpinia

Street food di ieri e di oggi, in tv Mariconda racconta un trend intramontabile

Il cibo da strada un fenomeno che non conosce crisi: appuntamento su Mi Manda Rai Tre con la ricetta di Giovanni Mariconda

Domani mattina alle ore 10.00 sulla Rai andrà in onda un dibattito molto interessante per approfondire il fenomeno del cibo da strada. Il conduttore Salvo Sottile passerà in rassegna i trend di consumo approfittando della presenza in studio di un cultore della gastronomia popolare come Giovanni Mariconda.
Sotto i riflettori delle telecamere Rai il cuoco irpino presenterà una ricetta simbolo dello street food offrendo la sua personale visione di una tendenza dalle origini antichissime.
Il cibo da strada, infatti, è un trend che non conosce crisi: grazie alla sua essenza veloce, informale e a basso costo è stato per secoli il cibo dei poveri fino a diventare una vera e propria moda, nonché un veicolo per rivalorizzare la storia di piatti dimenticati.
Un esempio della sua valenza culturale Giovanni Mariconda l'ha data ieri in occasione dell'evento Notti Tam-more presso l'antica Ramiera di San Potito Ultra. Qui il cuoco si è cimentato in due primi che hanno segnato la vita del sottoproletariato napoletano dal seicento al secolo scorso. Nel piatto 'due allattante' e 'tre Garibaldi'.

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La prima pietanza affonda radici nel seicento e come spiegato da Mariconda è a base di strutto, pepe e caciocavallo: veniva servito da venditori ambulanti e prendeva il nome allattante per il colore bianco dell'amido che rilasciava la pasta. 
Nel 1600 questo piatto lo si poteva acquistare dai “maccaronari”, venditori ambulanti, generalmente paffuti e coloriti, che girovagavano per i vicoli di Napoli al seguito di un’enorme caldaia che conteneva i maccheroni più o meno caldi, e un grande bacile di creta “scafarea” ricolmo di bianco formaggio. La pietanza costava solo due soldi e al grido inconfondibile dei maccaronari “Tengo ’o roje allattante” (per due soldi ho la pietanza che vi sfama e sazia), lo scugnizzo, l’arrangia fatica di ogni giorno, l’acquistava e la consumava al momento servendosi delle dita invece della forchetta. Successivamente quando Garibaldi entro a Napoli il 7 settembre 1861, questo piatto cambiò nome perché ai tradizionali ingredienti venne aggiunto anche il pomodoro, e la ricetta prese il nome di “Tre Garibaldi”, in onore dei garibaldini che ordinavano il piatto al costo di tre soldi.

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Tra show-cooking e degustazioni a San Potito è andata in scena una bella lezione di cucina, di storia e di gusto. Vedremo domani cosa ci proporrà il cuoco Giovanni Mariconda a Mi manda Rai Tre. 

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