Martedì, 27 Luglio 2021

Gargani rilancia 'In nome dei Pubblici Ministeri': "La riforma della Giustizia è un dibattito ancora attuale"

Si è tenuta oggi pomeriggio, presso l'Hotel de la Ville di Avellino, la presentazione del libro dell'ex parlamentare irpino, riedito a circa 23 anni di distanza dalla prima edizione

Si è tenuta oggi pomeriggio, presso l'Hotel de la Ville di Avellino, la presentazione del libro dell'on. Giuseppe Gargani, dal titolo "In nome dei Pubblici Ministeri - La Costituente a Tangentopoli: storia di leggi sbagliate".

È lo stesso autore del libro, ex deputato dal 1972 al 1994 ed europarlamentare dal 1999 al 2014, a motivare la scelta della casa editrice Lastarìa di riproporre un testo, la cui prima pubblicazione risale al 1998: "Il titolo un po' polemico dell'opera denunziava, durante la fine del secolo scorso e l'inizio degli anni duemila, la patologia che attraversava la Magistratura e, in particolar modo, il ruolo del Pubblico Ministero. Ora, qualcosa sta cambiando: viene confermata, cioè, l'analisi del pubblico ministero dotato di parzialità e devastante presenza nel processo penale, per cui, in qualche modo, dettava legge. Questa patologia ha modificato il ruolo della magistratura, facendo diventare prevalente l'accusa rispetto al giudice terzo. Oggi, quell'analisi che facevo in quegli anni è più che attuale".

Si parla molto di referendum 'per la giustizia giusta': "Tutto quello che è capitato ieri nel Consiglio dei Ministri dipende da quest'anomalia della giustizia italiana, se si pensa, ad esempio, al ritardo nelle sentenze. In tutti gli altri Paesi europei, c'è sempre una distinzione tra pubblico ministero e giudice, cosa che qui non c'è e che crea confusione tra il ruolo di chi deve decidere e chi deve soltanto accusare. La riforma che il Consiglio dei Ministri ha avviato ieri è profondamente giusta, ma ancora inadeguata per poter risolvere i problemi della Giustizia italiana che, da 30-40 anni, non si risolvono. All'epoca, ero molto tiepido sul referendum per la responsabilità civile: è il Parlamento che deve decidere queste cose e deve risolvere questi problemi. Però, devo dire che, a distanza di ormai cinquant'anni, è necessario che il popolo intervenga in merito a questa distinzione e firmerò a favore del referendum". 

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