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Mercoledì, 6 Luglio 2022
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Caos vaccinazioni, troppe persone rimaste indietro: "E' una vergogna, siamo registrati da mesi!"

Ormai, quello che si verifica quotidianamente davanti alla sede dell’Asl di Avellino, potremmo definirlo quasi un presidio permanente

Ormai, quello che si verifica quotidianamente davanti alla sede dell’Asl di Avellino, potremmo definirlo quasi un presidio permanente. Le rassicurazioni non bastano. La gente è esasperata - furiosa - la pazienza per quanto concerne i ritardi nelle vaccinazioni è finita e la gente è sul piede di guerra. Abbiamo ascoltato le persone in attesa davanti alla sede di via degli Imbimbo, raccolto le loro testimonianze e appurato che i ritardi e la disorganizzazione della campagna non riguardano solo le persone tra i 60 e i 69 anni ma, praticamente, tutte le categorie.

Proteste davanti all'Asl di Avellino

Troppe persone hanno ricevuto soltanto una dose e, incredibilmente, molte non hanno ricevuto neanche la prima. La causa scatenante di questo disservizio è da ricercare nel meccanismo farraginoso della pre-adesione, che non consente di capire né i criteri né quando queste persone verranno vaccinate. Un andamento inaccettabile per la quale viene chiesto un recupero sin da subito con date e impegni certi.

Occorre dare una risposta a queste persone che chiedono a gran voce il vaccino

Ovviamente, appare anche scontato affermare che le quantità di vaccino disponibili non sempre sono state sufficienti e, dati alla mano, in questo momento si stanno somministrando dosi in media a più dello 0,8 per cento della popolazione al giorno, con punte dell’1%, ma la variabilità a livello regionale è evidente e a tratti sconcertante.

Ci sono ancora 3 milioni di over 60 da vaccinare e alcune regioni hanno ancora da vaccinare un quinto della popolazione over 80, fascia di età in cui la letalità della Covid-19 arriva fino al 10 per cento. Le regioni dovrebbero cercare di convincere queste persone a farsi vaccinare. Infine, nonostante i due vaccini AstraZeneca e Johnson & Johnson siano raccomandati per coloro che hanno più di 60 anni, vengono somministrati anche a chi ne ha di meno e, nonostante questo, troppe persone non sono state ancora vaccinate. Occorre dare una svolta alla campagna vaccinale, finire di fare sempre i soliti inutili proclami e iniziare a dare una risposta a tutte queste persone che chiedono a gran voce di avere il vaccino.

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