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L’orma sonora di Avellino nell’atlante digitale di Loquis

L’app di travel podcasting arricchisce la sua Factory di storie geolocalizzate con il canale “100 voci per 100 luoghi”, un progetto esteso a tutta l’Italia per la giornata internazionale della voce

«L’esistenza di Abellinum è attestata almeno fino al sesto secolo. In seguito, la città fu abbandonata forse per le guerre gotiche e l’occupazione longobarda. Gli abitanti si rifugiarono sulla collina Terra, a cinque chilometri da Abellinum dove fondarono l’odierna città di Avellino». Esther presta la voce al racconto di Antonio facendolo confluire nell’interminabile storia orale della città, correndo tra le sue pagine e insieme rimanendo “sul posto”. I due fenomeni convivono su Loquis, nelle storie narrate da chi abita o varca un territorio e ne lascia orma sonora alla comunità degli altri viaggiatori.
In occasione della giornata internazionale della voce, l’app di travel podcast ideata da Bruno Pellegrini e fondata con Fabrizio Cialdea inaugura  il canale “100 voci per 100 luoghi”: 100 nuovi podcast, uno per ogni capoluogo di provincia italiana, pubblicati in contemporanea per tracciare una nuova mappa di storie, tradizioni e curiosità. Ogni contributo è curato dai professionisti e professioniste della voce che fanno parte della Loquis Factory, un network appassionato e creativo per il podcasting autoriale di viaggio che espande i numerosi contenuti già offerti spontaneamente dagli utenti. Tra i vari contributi, l’atlante di luoghi parlanti ospita una sezione dedicata ad Avellino con affondi curati da Antonio Pascucci.
Già creatore con Carola Carlino del canale loquis “Hearpinia”, lo studioso di letteratura, consulente e presidente della Pro Loco di Frigento torna al racconto orale perché, spiega, «considero il podcast un mezzo vincente per la divulgazione e, anche se abito a Roma, quando posso mi dedico al mio territorio». Territorio attraversato dalla grande storia, di cui la voce di Esther fissa le tappe principali, dai vari reggenti ai primi lavori urbanistici, fino al bombardamento alleato del 1943 e al terremoto del 1980. Una ferita che costò il crollo di alcuni pezzi del centro storico. 
Gli autori invitano così a un itinerario che, dalla cattedrale di santa Maria Assunta al palazzo dei Conciliis, dalla Torre dell’orologio al Carcere borbonico, unisce mito, storia, architettura, paesaggio e la letteratura suggerendo di andare oltre l’idea del viaggio come bene di consumo e il relativo format della recensione geolocalizzata, per un incontro autentico con l’identità e la comunità cittadina. L’anima dei luoghi ha la voce delle persone.
Una voce in cerca di compagnia. All’insegna di un nuovo umanesimo digitale, Loquis invita tutti gli amanti dell’immenso patrimonio che precede e accompagna quello visibile, nelle storie di chi ha edificato parte dell’immaginario legato a un particolare luogo, a offrire la propria versione. Questo atlante sonoro ha infatti pagine infinite ancora da scrivere. Un’opportunità aperta a tutti i podcaster su Loquis per contribuire ad arricchire il racconto delle storie del mondo, per essere parte attiva di questa esperienza unica, contribuendo con il racconto dei propri luoghi a ispirare chi viaggia a riscoprire la bellezza del reale con occhi nuovi.

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