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Si Può Avellino, Santoro: "La città vive una profonda crisi identitaria"

Il consigliere ha posto l'attenzione su diverse tematiche: la situazione finanziaria dell'ente di Piazza del Popolo, il destino dell'area Ovest della città, la cittadella giudiziaria, la sanità irpina e altre ancora

Si è svolta questa mattina, presso il Circolo della Stampa di Avellino, la conferenza stampa di Si può presieduta dal capogruppo in consiglio comunale Amalio Santoro e dal Presidente Giancarlo Giordano per discutere delle vicende politico-amministrative della città capoluogo.

"La città è in una profonda crisi identitaria"

"La condizione della città è sotto gli occhi di tutti. L'Amministrazione comunale manca sulle scelte strategiche perché è dall'inizio che non ha un programma definito- afferma Amalio Santoro - si viive di occasionalismo, annunci che vengono puntualmente smentiti dai fatti e la città, rispetto ad altri capoluoghi della Campania, è oggettivamente in difficoltà. Siamo in una profonda crisi identitaria. Non siamo più la città del commercio, dei servizi. Non siamo la città giardino".

Situazione finanziaria del Comune ed area Ovest

Sono tante le questione irrisolte secondo il consigliere Santoro: "La situazione finanziaria del Comune è ancora complicata. Se non ci fosse l'attenzionamento del Ministero degli Interni, probabilmente, avremmo fatto già la fine dell'Alto Calore. Occore poi tornare sulle questioni di fondo. Ad esempio, cosa si può fare dell'area ovest della città? Giochiamo fino in fondo la carta del rilancio della presenza universitaria? - continua il capogruppo di Si può - affrontiamo una buona volta la questione del Tribunale. Non si capisce se dopo i lavori di riqualificazione la struttura va bene così com'è oppure, finalmente, utilizzando anche le risorse, si apre un negoziato per immaginare la nuova cittadella giudiziare. Ciò significa risolvere la questione dell'ex Moscati e rilanciare il cuore della città, recuperare un ragionamento sulla collina della terra che è abbandonata a se stessa. Si è già persa la scommessa dell'idea del museo a cielo aperto. Sono questioni per le quali chiediamo da tempo una seduta consiliare. Avevamo chiesto alla Buondonno di venire a parlarci del Puc e della Dogana ma si sfugge al confronto. Siamo anche alla vigilia di scadenze importanti".

Sanità in Irpinia

"In questa crisi profonda dell'Irpinia si è scatenata anche una guerra tra poveri. E' stato smantellato frettolosamente l'ospedale di Solofra senza potenziare l'ospedale di Avellino perché noi ci consoliamo esaltando le eccellenze sanitarie ma ci dimentichiamo del quotidiano e della condizione del Pronto Soccorso e di alcuni reparti che, letteralmente, ad Avellino scoppiano. Va rilanciato Solofra e allo stesso tempo va potenziato l'ospedale di Avellino. Il Sindaco si dovrebbe dimettere per tante cose, non solo per la sanità perché anche nella vicenda covid è mancato questo ruolo di regia del comune capoluogo, è mancato un raccordo con l'azienda ospedaliera e con l'Asl".

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