Il sindaco fa ricorso al Tar, Luongo: "Intanto Avellino muore"

Comune ancora più in subbuglio dopo il ricorso al Tar presentato da Ciampi per ottenere il premio di maggioranza

Dopo la scottante notizia che il sindaco di Avellino ha deciso di ricorrere al Tar per il riconteggio delle schede al fine di ottenere il premio di maggioranza e ribaltare il dato elettorale, immediate sono le reazioni politiche. Nonostante un mese fa il primo cittadino nonostante, un mese fa, aveva rassicurato gli elettori sulla decisione di non procedere legalmente per cambiare l'esito del voto al primo turno, questa mattina ennesimo colpo di scena: i consiglieri si sono visti recapitare la copia del ricorso presentato al Tribunale Amministrativo della Campania.

Una situazione che getta ulteriore benzina sul fuoco sulle vicende del parlamentino comunale, già fin troppo in subbuglio.

Di seguito riportiamo la nota del consigliere Stefano Luongo:

"Spiego con parole semplici cosa sta accadendo al Comune di Avellino.

È stato eletto un sindaco 5 Stelle, che in Consiglio Comunale può contare su 5 consiglieri del suo movimento. I restanti 27 (32 in tutto) sono stati eletti in liste con candidati a sindaco diversi. È oggettivo il fatto che l'amministrazione Ciampi non abbia in partenza la maggioranza per imporre la sua linea. 

A questo punto, lui avrebbe potuto scegliere di intraprendere una delle due seguenti strade: 

1) Chiedere pubblicamente a tutti i singoli consiglieri una proficua collaborazione; aprire quindi un dialogo con le persone più volenterose e propositive per costruire un programma finalizzato a risolvere i problemi di Avellino. 

2) Decidere, legittimamente, di non voler dialogare con nessun consigliere di altri schieramenti, e quindi dimettersi per provare a vincere con una propria maggioranza. Quale strada è stata scelta? Nessuna delle due.

Il Sindaco con i suoi 5 consiglieri dicono: noi siamo il nuovo, il cambiamento e voi altri non contate nulla, dimenticandosi che 27 (ripeto, su 32) consiglieri sono stati votati dalla popolazione avellinese e siedono in quei banchi perchè rappresentano una fetta di città. E quindi tutta una serie di provocazioni, che hanno come obiettivo quello di far apparire noi come gli irresponsabili che non vogliono farli governare:

1) vele per tutta la città con le facce di coloro che, legittimamente e liberamente, hanno deciso di votare una pregiudiziale contraria ad una loro proposta.

2) attacchi quotidiani sui social a chi fa parte di gruppi diversi dal loro (indistintamente dal colore politico) con il solito ritornello del vecchio che ha distrutto la città. Il Sindaco dimentica che in questo consiglio ci sono anche nuovi consiglieri, giovani, che non hanno nulla a che far col passato e che dal 25 giugno hanno dato massima disponibilità a lavorare tutti insieme per il bene di Avellino.

3) interviste e consigli comunali dove anzichè creare un clima disteso, si getta benzina sul fuoco rinnegando valori e principi che sono alla base di un sistema democratico.

La novità di oggi è che il Sindaco e tutti i candidati 5 stelle, a due mesi dalla proclamazione degli eletti, dopo 3 consigli comunali, alla vigilia della presentazione in aula delle linee programmatiche, hanno fatto ricorso contro i 27 consiglieri eletti, sostenendo che il premio di maggioranza spetti a loro (per arrivare ad avere 18 consiglieri su 32).

Se il ricorso dovesse essere bocciato, il Sindaco, dopo aver dato l'ennesima prova di non voler parlare in nessun modo con noi, cosa farà? Si dimetterà o continuerà con la strategia, non so fino a che punto efficace, di apparire come il martire prigioniero del consiglio comunale?

La cosa drammatica è che non si sta amministrando e la città sta morendo.

Ci hanno promesso il ferragosto a spese loro e dopo due rinvii non l'hanno fatto. Hanno chiesto la consulenza gratuita di un tecnico per la sicurezza del ponte, ricevendo picche dagli ordini professionali. Hanno copiato le linee programmatiche (la loro idea di città) dal Sindaco di Verona.

Zero azioni e intanto la gente aspetta di andare a vivere negli alloggi popolari, i giovani quotidianamente abbandonano l'Irpinia, le strutture pubbliche restano chiuse, le attività commerciali non vedono prospettive di guadagno, il verde pubblico non viene curato e tanto altro ancora.

Per questa gente, le strategie politiche sono più importanti degli interessi della collettività.

Si dica chiaramente, una volta e per sempre, il prima possibile, cosa si vuol fare. Da 23enne neo-eletto, desideroso di dare il proprio contributo per far rivivere questo posto, ma bloccato da questi giochetti, ammetto di essere disgustato dai primi due mesi di consiliatura.

Cosa possiamo fare noi?

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Costruire un'alternativa seria e credibile, con persone completamente nuove e competenti, che abbiano la volontà di sacrificarsi per costruire un' Avellino diversa".

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