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Tregua finita tra Festa e Cipriano: torna la guerra delle dichiarazioni inutili

Volano stracci e parole pesanti

La quiete dopo la tempesta di leopardiana memoria è stata “ribaltata” dai principali personaggi politici avellinesi. Rivolano stracci tra Cipriano e Festa, tra sindaco e opposizione, che hanno riscatenato la tempesta dopo la quiete (appunto!). Gli argomenti sui quali si consuma la contesa? I soliti che da tempo bloccano la città, vera ed unica vittima.

Alto Calore, esternalizzazione dei servizi comunali e predissesto sono solo alcuni dei nodi che, a detta di Cipriano, metterebbero alle strette il primo cittadino e la sua Giunta. In particolare, come abbiamo già visto nei giorni scorsi, l’opposizione (e in particolare il centrosinistra “unito”) mette il dito nella piaga commissioni e annuncia ricorsi sull’approvazione del predissesto.

Le commisioni, una questione sulla quale si è scatenata anche l’ira funesta della Prefettura, forse stanca del dibattito (inutile e infantile) che ha caratterizzato i primi lavori del Consiglio comunale (vedasi anche la questione Urciuoli, ancora in cerca di “gloria”). A tutto va aggiunta una rivalità profonda tra sindaco e capo dell’opposizione (sconfitto al ballottaggio), con il primo cittadino che ha mal digerito la scelta del PD ricaduta su Cipriano e che ora si sta togliendo, tra risatine e stoccate, i sassolini dalla scarpa.

Avellino, però, non ha bisogno di duelli. Bene (e lo abbiamo sottolineato a più riprese) il mega festone dell’Avellino Summer Fest, ma il sindaco è atteso al varco dai tanti problemi dei cittadini, che sono stanchi, e da chi come Cipriano sembra aspettare solo una sua caduta (è il gioco delle parti). Il capogruppo di Mai Più ha dichiarato “Avellino non è un karaoke. Il sindaco Festa scenda dal palco ed inizi a confrontarsi con i problemi veri dei cittadini”; dall’altra parte il sindaco molto piccato ha risposto “Credo sia troppo arrabbiato e sarebbe meglio che gioisse di questo rilancio del capoluogo. Avellino si sta rialzando. Deve partecipare di più alla vita della città. Guardi con più speranza al futuro del capoluogo, lo faccia con un sorriso”.

Parole su parole, per un botta e risposta che come al solito serve a poco e nulla. Quando si inizierà a pensare cosa fare per il bene di Avellino? La campagna elettorale è finita.

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