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Venerdì, 20 Maggio 2022
Politica

Emergenza Pronto Soccorso, De Luca: "Il problema non era il Cardarelli, ma l'Italia intera"

Le parole del Presidente della Regione Campania: "In tutto il Paese è esploso il problema, in quanto si è scoperto che non vi sono medici presso queste strutture. Qualche giorno fa, abbiamo bandito un ultimo concorso per medici nei Pronto Soccorso: non ha partecipato nessuno"

Nel corso del consueto appuntamento con la videodiretta del venerdì pomeriggio, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha tracciato il punto della situazione sui provvedimenti adottati dalla Regione per imprese e cittadini, sull'epidemia Covid, sull'emergenza Ucraina e su altri importanti avvenimenti.

"Il Ministero della Salute ha deciso che la spesa per il personale medico deve essere quella del 2004, meno l'1,4%"

Nella scorsa settimana, era emersa la questione dei Pronto Soccorso in Campania: "Il problema non era il Cardarelli, ma l'Italia intera. In tutto il Paese è esploso il problema, in quanto si è scoperto che non vi sono medici presso queste strutture. Ancora, qualche giorno fa abbiamo bandito un ultimo concorso per medici nei Pronto Soccorso: non ha partecipato nessuno. C'è carenza in queste strutture, in quanto il Ministero della Salute ha deciso che la spesa per il personale medico deve essere quella del 2004, meno l'1,4%: è evidente che, con i pensionamenti, con quota 100 e gente che se n'è andata, in tutta Italia la sofferenza diventa doppia. Nei Pronto Soccorso abbiamo quest'anomalia: abbiamo un impegno di lavoro il più gravoso e il più stressante possibile, a volte si registrano aggressioni di pazienti o familiari nei confronti di medici e, contestualmente, abbiamo la condizione di maggior penalizzazione retributiva per i medici di emergenza. Mentre i primari di altri reparti possono fare anche attività privata negli ospedali pubblici, i medici del Pronto Soccorso non possono fare la stessa cosa. L'ultimo tentativo di attacco mediatico rivolto alla Campania si è concluso nel nulla".

"La cosa che più mi preoccupa a breve è che cominciamo a fare i conti con i tagli energetici e nelle forniture di gas"

Sulla guerra in Ucraina: "Ho la sensazione che tutti noi stiamo arrivando al punto massimo di resistenza oltre il quale è difficile andare. Ormai, queste immagini sembrano dare vita, più che a cronache di guerra, a uno sceneggiato a puntate. Nel frattempo, vanno avanti le previsioni che avevamo fatto qualche settimana fa: la guerra si amplia, si prolunga, la NATO si allarga, tanto per distendere il clima, a Paesi anche neutrali. E la cosa che più mi preoccupa a breve è che cominciamo a fare i conti con i tagli energetici e nelle forniture di gas che rischiano, già a fine estate, di mettere in ginocchio l'economia del nostro Paese. Ma tutto questo sembra che non preoccupi molto chi deve preoccuparsi moltissimo. Spero che qualcuno si decidi ad ascoltare le parole di Papa Francesco e del presidente francese Macron, appena rieletto".

"Manteniamo comportamenti prudenti se vogliamo riprendere la vita normale dopo l'estate"

Infine, sull'emergenza Covid: "La situazione è sicuramente migliorata, ma il virus non è scomparso. Manteniamo comportamenti prudenti, anche se non siamo obbligati dalle leggi. Manteniamo la mascherina, quando vi sono assembramenti, se vogliamo riprendere la vita normale dopo l'estate, senza dover richiudere più niente".

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