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Venerdì, 20 Maggio 2022
Politica

Guerra, De Luca: "Prima di chiudere un gasdotto, gli ucraini dovrebbero consultarsi"

Le parole del Presidente della Regione Campania: "L'equilibrio va trovato non con la Russia, la cui economia è, tutto sommato, uguale a quella di Lombardia e Campania messe insieme, ma con la Cina"

Intervenuto in occasione dell'Assemblea pubblica dell'Unione Industriali Napoli, presso il Polo Universitario della Federico II a San Giovanni a Teduccio, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca si è soffermato sulla guerra in Ucraina e sulla crisi provocata dal blocco del gas.

"Dobbiamo avere come punto di orientamento un'unica tifoseria: quella per l'Italia"

"Ci sono cose che non dipendono da noi. Tutto ciò che succede dipende, in larga parte, da quello che accadrà sul piano internazionale" esordisce De Luca. "Abbiamo avuto modo di ascoltare ieri qualche tono più interessante, da parte del Presidente del Consiglio Draghi. Abbiamo sentito parlare di obiettivo di pace, di compromesso politico, dopo aver ascoltato per settimane autentiche bestialità politiche. Mi auguro, ovviamente, che si vada avanti su questa linea, avendo come unico punto di orientamento non le tifoserie, ma un'unica tifoseria, ossia quella per l'Italia, cercando di evitare che il nostro Paese possa farsi male ancor più di quanto non si faccia già male. Mi auguro che si vada avanti per questa strada, nell'ottica del realismo: un mondo è fatto da equilibri di potere, non da un mondo unipolare dove comanda uno soltanto. Un mondo così non garantirà la pace a nessuno, ma prepara la Terza Guerra Mondiale". 

"L'equilibrio va trovato non con la Russia, la cui economia è uguale a quella di Lombardia e Campania messe insieme, ma con la Cina"

"Mi auguro anche che qualcuno possa dire, ai nostri amici ucraini, di non esagerare" continua il Governatore. "Ho visto che gli ucraini stanno bloccando per il 25% dei flussi di gas. Bisogna avere anche la prontezza di dire loro che, se ci chiedono 5 miliardi di dollari o euro al mese, prima di chiudere un gasdotto poi dovrebbero consultarsi, per lo meno. Non vorremmo essere indiscreti. Noi avremo due anni pesanti e inizieremo a scontarli a partire da questo autunno. Stiamo parlando di 30 miliardi di metri cubi di gas da recuperare e non è una cosa semplice".

De Luca si sbilancia: "L'equilibrio va trovato non con la Russia, la cui economia è, tutto sommato, uguale a quella di Lombardia e Campania messe insieme, ma con la Cina. Dobbiamo spiegare alla Cina che non possiamo reggere un mercato mondiale nel quale c'è un Paese che ha costi di produzione che sono inferiori di due terzi a quelli dell'Europa o dell'Italia. Questa è un'anomalia seria, il resto mi sembra tutto ideologismo".

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