Di Cecilia: "Dopo il risanamento è l'ora dello sviluppo soprattutto per l'Irpinia"

Il vice coordinatore provinciale di Forza Italia ha le idee chiare: "farò una campagna ascoltando la gente, girerò in camper e farò comizi alla vecchia maniera"

Franco Di Cecilia, candidato con la lista di Forza Italia per le elezioni regionali si presenta alla stampa. E' emozionato. Sembra al suo primo giorno di scuola. Gioco di parole, lui preside di un istituto comprensivo dell'Alta Irpinia a cavallo tra Frigento, Sturno e Gesualdo. Una vita dedicata all'impegno civile ma anche politico. Perchè non fa mistero di far parte di quella schiera di personaggi già pubblici. E stila il suo curriculum. "Ho iniziato a far politica attaccando i manifesti. Non sono un catapultato dall'alto. Per oltre dieci anni sono stato sindaco e consigliere a Sturno, cui si aggiungono i quattro mandati consecutivi come Consigliere provinciale". Bisogna riavvicinare la gente alla politica, impresa ardua, ma Di Cecilia, nel momento più difficile vuole provarci.  "Ormai troppo diffusa, e non a torto, è l’idea che la politica e i politici siano soltanto corruzione e malaffare"

Ma come farà? "Praticando la via del contatto diretto, ripristinando la tradizione dei comizi. C’è bisogno di scendere tra la gente, stringerne le mani e ascoltarne le istanze e far comprendere che la politica non è solo corruzione: lo dimostra la lista che Forza Italia, qui in Irpinia ha messo in campo. Una lista di persone pulite, con un forte radicamento territoriale".

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Sarà una campagna elettorale per Di Cecilia vecchia maniera: in giro con il camper e a far comizi. Nostalgico qualcuno direbbe, ma non lo è. Il candidato di Forza Italia in modo coerente è sempre stato dalla stessa parte, la sfida tutta interna alla lista se la gioca eccome: "Quello che si apre ora è il secondo tempo di una partita che si è cominciata a giocare in questi cinque anni di lacrime e sangue, durante i quali, malgrado le tensioni che pure ci sono state con il Governo regionale, e che hanno visto il Senatore Sibilia in prima linea per difendere le prerogative della nostra terra, il Presidente Caldoro ha tirato fuori dal disastro una regione sull’orlo del baratro, divorata dai debiti e dai rifiuti. Qui c'è fame di sviluppo. L'Irpinia non può essere abbandonata. C'è bisogno di più coraggio e di energie nuove. Non possono essere lasciati al proprio destino i punti nevralgici della nostra zona. Abbiamo risorse importanti, nel turismo con Laceno e Montevergine. Mi batterò per la mia Irpinia, dimenticata da chi è stato tra i banchi del consiglio ma non ha fatto nulla". 

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