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Evitare fallimento e nuovo commissariamento: in Consiglio per il futuro di Avellino

Saranno due giorni duri per i consiglieri

Nel 2002 il buon Jovanotti cantava “Salvami, salvati, salvaci, salviamoci” ed è forse proprio questo il motivetto che dovrebbero fare proprio i consiglieri comunali di Avellino. La campagna elettorale è finità: c’è un Sindaco, c’è una Giunta, ci sono tanti problemi da risolvere per una città che vuole almeno ripartire (se non rinascere).

Il clima in Assise è sempre più infuocato e tra botte e risposte si è registrato solo un forte rallentamento della macchina amministrativa. Ne sono un chiaro esempio le prime sedute, dove c’è stata difficoltà anche ad espletare le più semplici, burocratiche e “veloci” questioni, come l’elezione del presidente e la scelta delle commissioni (questione non ancora risolta).

Il primo atto di Festa, con l’Avellino Summer Fest, ha ridato sicuramente colore alla Città, ma la vita non è un continuo gioco e il neo sindaco potrebbe presto essere colpito da un “brusco risveglio”. Anche se il condizionale è d’obbligo, le nostre preoccupazioni non sono infondate, visti gli imminenti appuntamenti del Consiglio comunale.

Oggi e domani, infatti, i membri del parlamentino avellinese sono chiamati a discutere (e trovare un accordo) sulle questioni economico-finanziarie della Città. Una grande responsabilità, che va esercitata al netto degli slogan politici e degli attacchi personali. Il Commissario Priolo ha fatto un grande lavoro, ma tocca a questa squadra scrivere il futuro di Avellino per i prossimi 10 anni (questa la durata del piano di pre-dissesto).

Il primo cittadino si è detto fiducioso, forte della maggioranza, sull’approvazione del piano di riequilibrio pluriennale del pre-dissesto e gli assestamenti di bilancio, ma la vicenda è tutt’altro che risolta, visto anche che i “numeri” non sono stati valutati dalla commissione al bilancio che (come detto) non esiste ancora. La bagarre, quindi, con conseguente e ulteriore rallentamento non è esclusa.

Tutti si augurano che il sindaco, per il bene del capoluogo irpino, possa portare a casa il risultato. Ma in caso contrario, cosa si rischia? Le conseguenze sarebbero nefaste: in primis si paleserebbe un fallimento che dal 23 agosto travolgerebbe la città; mentre, in seconda battuta, c’è da evitare un nuovo commissariamento da parte del Prefetto, che ha già diffidato il Comune per la mancata approvazione degli assestamenti entro il 31 luglio.

Non è uno scherzo, la situazione è seria e i consiglieri tutti, seppur con la giusta discussione di rito, dovranno impegnarsi a non gettare il duro lavoro di Priolo. Forse, veramente, le parole di Jovanotti possono tornare utili.

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