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Alloggi popolari, Giordano tuona contro il Questore in consiglio comunale

Il sindaco Paolo Foti si esprime: "Nemmeno lo stato di bisogno può giustificare sotterfugi e illegalità che penalizzano altri cittadini"

Un Consiglio comunale di Avellino atteso non tanto per capire gli equilibri in seno alla maggioranza ma per ascoltare il sindaco Paolo Foti sullo scandalo alloggi popolari. Il primo cittadino, infatti ha seguito in silenzio tutte le vicende che si sono succedute in queste ultime settimane senza mai proferire.

Ma all’appuntamento con l’assise Foti non può sottrarsi: “Non è facile commentare le ultime vicende che hanno riguardato gli alloggi comunali, ma sono sereno perché posso sostenere che fin dal mio insediamento mi sono impegnato per riorganizzare le politiche abitative. Ribadisco il pieno sostegno all’operato del Comandante della Polizia Municipale e dico con chiarezza che porteremo avanti questo percorso garantendo i diritti dei cittadini. Il comparto delle politiche abitative è stato lasciato per troppo tempo abbandonato, ho assunto la delega dell’assegnazione alloggi fin dal mese di gennaio: l’ho fatto per lanciare a tutti un segnale forte per lavorare su una più trasparente operazione dell’ufficio e delle sue mansioni. Preoccupato da troppi lati oscuri, mi sono recato personalmente al Comando dei Carabinieri per denunciare quanto successo ad un funzionario comunale. Da gennaio in poi si è deciso di impegnare risorse ed energie collocando l’assegnazione degli alloggi tra le priorità di questa amministrazione e da maggio c’è un gruppo di lavoro formato da tre dirigenti e dal Comandante della Polizia Municipale. Questo pool ha verificato tutto quello che c’era da verificare e a seguito delle verifiche si è stabilito di procedere agli sfratti degli alloggi occupati abusivamente. Si è deciso che le operazioni fossero tutte a capo del Comandate Arvonio. All’inizio di settembre è finito lo studio relativo agli alloggi occupati abusivamente. Il fenomeno ha riguardato numerose abitazioni, pertanto sono ripresi gli sgomberi: lo scorso 14 ottobre, come sapete, sono partite le prime operazioni. Non deve passare il messaggio che l’abusivismo è una prassi. Certo ci sono alcuni casi che richiedono l’intervento dei servizi sociali, ma è bene comprendere che nemmeno lo stato di bisogno può giustificare sotterfugi e illegalità che penalizzano altri cittadini. Resta chiaro che l’amministrazione anche su questi temi è sempre aperta al dialogo con cittadini e sindacati. In conclusione non posso non considerare che alcune dichiarazioni di queste settimane sono state fuori luogo, affrettate, superficiali e sgradevoli. Affrettare giudizi o pontificare su vicende senza conoscere o facendo finta di ignorare i fatti rischia di creare confusione”.

Fin qui la voce di Foti ma le sue parole certamente non convincono a partire Nicola Battista, veterano in consiglio comunale: “Ai tempi dell’amministrazione Romano, fui fautore di una Commissione. Da quel momento non si seppe più nulla di quella Commissione né degli alloggi comunali, né di chi li occupava. Sia Di Nunno che Galasso non hanno mai inteso affrontare la questione. Abbiamo fallito, questa è la verità, siamo intervenuti solo quando abbiamo sentito il tintinnio di manette: ha avuto ragione il Procuratore della Repubblica”.

Non è dolce con il Questore Ficarra Giancarlo Giordano: “Ha detto parole ingiuste perché la politica non è arrivata in ritardo, anzi denuncia da anni. E il fatto che si parli con troppa leggerezza è intollerante. Chiedo al Questore di essere più attento nelle dichiarazioni rispetto a quello che accade in città”. Poi l’accusa a Foti: “L’errore è stato quello di partire dagli sfratti senza conoscere le condizioni delle singole famiglie. A questo punto fermiamoci un attimo, facciamo lo screening degli occupanti, visto che siamo ancora in tempo. Puniamo i furbi e aiutiamo chi ha bisogno”.

Su questo punto il consigliere Virgilio Cicalese suggerisce “di trovare una sistemazione alberghiera per tutte le persone che hanno bisogno”.

Ma chi paga? Questo l’interrogativo sorto a molti. Una soluzione ci sarebbe stata se l’amministrazione di Paolo Foti fosse stata attenta alla programmazione per l’edilizia popolare.

Lo spiega Dino Preziosi: “Il Comune di Avellino ha perso circa 40 milioni di soldi che la Regione distribuiva e non abbiamo preso per mancanza di programmazione. Con quei soldi avremmo risolto tutti i problemi della Città di Avellino: con i 700 alloggi previsti avremmo assistito a quelle brutte scene che abbiamo visto durante gli sfratti. E’ rispetto a questo che insieme, a prescindere dal colore politico, ci dobbiamo impegnare. Al sindaco dico che dobbiamo anche risolvere il problema delle persone che sono e saranno sfrattate. Consideriamo anche che abbiamo 1400 appartamenti sfitti. Perché non vengono requisiti?”

Rispedisce al mittente l’accusa Ida Grella, capogruppo del Pd: “Non è affatto vero che questa Amministrazione non ha una politica abitativa. Con le poche ed esigue risorse, abbiamo riaperto molti cantieri che erano fermi che riguardano l’edilizia popolare. La nostra attenzione è sicuramente aperta”. Ma intanto il dramma di molte famiglie resta. E neanche nel consiglio comunale, l’amministrazione è riuscita ad indicare una strada…

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